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09 maggio 2026

Rinnovabili: Toscana maglia nera sugli obiettivi, mancano all’appello 225 megawatt

Fotovoltaico e eolico pesano ancora poco, ritardati da procedure autorizzative complesse e proteste di comitati. Manca la legge sulle Aree Idonee.

Silvia Pieraccini

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Rinnovabili? Se non avesse la geotermia, la Toscana sarebbe – anzi è – tra le ultime della classe perché fotovoltaico e eolico pesano ancora poco. Lo certificano i dati Terna al 31 marzo scorso – pubblicati sul Sole 24 Ore dell’8 maggio – che indicano la Toscana, con Sardegna e Calabria, tra le regioni più indietro nel raggiungimento degli obiettivi di potenza da fonti rinnovabili previsti a livello nazionale – dal decreto Aree Idonee – per ciascuna regione. Per raggiungere quegli obiettivi alla Toscana mancano al momento 225 megawatt, mentre alcune regioni – in testa Lazio ma anche Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia – hanno già superato il proprio target.

L’installazione di fonti rinnovabili va a rilento

La fotografia è scattata a metà del cammino: gli obiettivi sono fissati al 2030 rispetto alle rinnovabili in essere nel 2020. Da gennaio 2021 a marzo 2026 – dunque in poco più di cinque anni – in Toscana sono stati installati 900 megawatt di fonti rinnovabili, in pratica fotovoltaico e eolico, mentre il target da raggiungere in questa data era fissato in 1.125 Mw. Il prossimo dicembre quel target salirà a 1.444 Mw. Proseguendo di questo passo, sarà impossibile raggiungere nel 2030 l’obiettivo di avere 4.250 Mw di rinnovabili in più rispetto al 2020.

Orsini ha tuonato contro le Regioni

Come fare ad accelerare? Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, l’altro giorno ha tuonato contro le quattromila autorizzazioni per fonti rinnovabili che sono ferme in Italia, e contro le Regioni che stanno mettendo paletti agli investimenti. In Toscana la Regione ha detto “no”, negli ultimi mesi, a un impianto agrivoltaico a Gavorrano; al parco eolico ‘Sibilla’ a cavallo tra Toscana e Lazio; a un altro parco eolico al confine tra Toscana e Lazio; e a due parchi eolici nel comune di Firenzuola. Il motivo è sempre legato alla tutela del paesaggio.

Dov’è finita la legge sulle Aree Idonee?

Uno strumento di accelerazione delle fonti rinnovabili dovrebbe essere la futura legge regionale sulle Aree Idonee alle rinnovabili, aree che godranno di una procedura accelerata per il rilascio delle autorizzazioni (oggi lungo e complicato). Le Regioni dovrebbero approvare questa legge entro poche settimane (la scadenza è 120 giorni dalla pubblicazione della legge di conversione del decreto Aree idonee), ma la Toscana è decisamente indietro: dopo aver varato nella precedente legislatura una proposta di legge che dichiarava il 70% del territorio “non-idoneo alle rinnovabili”, proposta non più coerente con la normativa nazionale, la Regione non ha ancora messo mano alla nuova norma che potrà solo aggiungere ulteriori aree idonee alle rinnovabili, ma non cancellare quelle indicate dai criteri nazionali.

I vantaggi di avere più rinnovabili

La spinta alle rinnovabili servirebbe ad alleggerire dalla dipendenza del petrolio, a calmierare il prezzo dell’energia elettrica, ad aumentare la sicurezza energetica per il Paese. La Toscana può contare soprattutto sulla geotermia, gestita da Enel Green Power, oggetto di un piano di sviluppo da tre miliardi di euro che partirà nel 2027 e che prevede l’installazione di 65 megawatt di potenza supplementare in tre nuove centrali (20 Mw a Piancastagnaio, 40 Mw a Santa Fiora, 5 Mw a Monterotondo Marittimo) entro il 2030, investimenti che potranno dare impulso agli obiettivi sulle rinnovabili ma non basteranno, se la marcia su fotovoltaico e eolico resterà uguale all’attuale, a centrare il target.

Autore:

Silvia Pieraccini

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