Il ritorno al ‘tutto pubblico’ per la gestione del servizio idrico integrato in Toscana passa anche dal Tar: il Tribunale amministrativo regionale ha infatti ha rigettato un ricorso del Comune di Lucca contro un provvedimento dell’Autorità Idrica Toscana (Ait) che respingeva un’istanza dello stesso Comune di Lucca per ottenere “il riconoscimento della salvaguardia della gestione in forma autonoma del servizio idrico integrato”, in pratica per continuare a gestire il servizio stesso tramite Geal Spa, la società controllata al 52% dal Comune attraverso Lucca Holding, col socio privato Acea al 48%.
Alla luce della decisione del tribunale amministrativo, secondo l’Autorità Idrica il servizio idrico lucchese dovrà passare sotto il gestore Gaia Spa, quindi in un territorio più esteso rispetto ai confini comunali della città di Lucca su cui agisce l’attuale gestione della partecipata comunale Geal. Gaia Spa, che ha il 100% di capitale pubblico, è partecipata da 39 Comuni delle province di Massa Carrara, Lucca e Pistoia. I maggiori azionisti sono i Comuni di Viareggio (21,36%), Carrara (20,22%) e Massa (18,85%).
Il ricorso era stato presentato nel settembre 2025, nel braccio di ferro fra il Comune di Lucca e l’Ait. Il Tar, riporta sempre Ait, “ha attestato la legittimità dell’analisi istruttoria condotta dall’Autorità Idrica Toscana riguardo all’insussistenza dei tre requisiti tecnici (approvvigionamento idrico da fonti pregiate, sorgenti ricadenti in aree naturali protette, utilizzo efficiente della risorsa) richiesti contestualmente dalla normativa nazionale per la concessione della salvaguardia”. Ora l’Autorità Idrica Toscana auspica, al termine delle vicende giudiziarie, la rapida ripresa del percorso già avviato per il subentro di Gaia spa come gestore unico dell’ambito della Conferenza territoriale 1. (lt)