C’è una data in cui le carte della crisi di The Italian Sea Group (Tisg) dovranno essere svelate: è il 22 luglio, giorno in cui è stata convocata l’assemblea ordinaria del cantiere nautico di Marina di Carrara, produttore di maxiyacht quotato sull’Euronext Growth Milan e travolto tre mesi fa da una crisi finanziaria innescata dalla mala gestio di alcuni dirigenti. All’ordine del giorno ci sono le delibere conseguenti alla riduzione del capitale sociale sotto i minimi di legge a causa delle forti perdite (la “situazione rilevante” prevista dall’articolo 2447 del codice civile), che è stata comunicata nei giorni scorsi e che ha allarmato ulteriormente i 530 lavoratori del cantiere (più 1.500 dell’indotto).
L’assemblea dei lavoratori Tisg
Martedì 26 maggio i sindacalisti hanno riferito ai lavoratori Tisg riuniti in assemblea l’esito dell’incontro avuto nei giorni precedenti col patron Giovanni Costantino, che sembra intenzionato ad andare avanti da solo, senza far entrare partner finanziari, fiducioso di poter chiudere la composizione negoziata della crisi facendo leva su un piano di risanamento fondato su quattro pilastri: la rinegoziazione dei contratti conclusi con 17 armatori per recuperare parte degli extra-costi registrati sulle commesse (per adesso sono stati fatti due accordi e recuperati 5,6 milioni di euro; dagli altri 15 accordi si prevede di recuperare più di 180 milioni); la rivalutazione del patrimonio immobiliare aziendale; la ricontrattazione dei debiti con banche, fornitori (sono stati fatti accordi per pagare il 60%) e Agenzia delle entrate; e la vendita di asset immobiliari non più strategici.
In vendita il cantiere spezzino ex-Picchiotti
In particolare, secondo quanto comunicato da Costantino ai sindacati, la vendita riguarderà il cantiere spezzino ex-Picchiotti, utilizzato per il refitting delle barche a vela Perini (marchio in portafoglio di Tisg insieme con Admiral e Tecnomar), dal quale ci si aspetta di ricavare 20-25 milioni di euro. Interessato all’asset potrebbe essere il marchio Baglietto che ha sede proprio lì vicino. Esclusa invece la vendita della storica falegnameria Celi di Terni, specializzata in arredi navali e acquisita al 100% da Tisg nel 2023.
Gli armatori chiedono la nomina di un risanatore esterno
I 17 armatori che hanno barche in costruzione nel cantiere apuano, rappresentati da uno studio legale genovese, chiedono la nomina di un risanatore esterno, un chief restructuring officer (cro) che aiuti la società nella soluzione della crisi finanziaria. Anche perché la situazione del cantiere nautico toscano resta delicata, con un debito accumulato che, secondo Umberto Faita della Cgil, supera i 400 milioni di euro. “Il piano di risanamento che ci è stato presentato non sta in piedi né dal punto di vista finanziario né da quello produttivo”, afferma il sindacalista. Di contro, il consiglio di amministrazione di Tisg si è già espresso in una nota sul fatto che “siano sussistenti i presupposti per il mantenimento della continuità aziendale”.
Attesa per la due diligence di Kpmg
L’attesa è ora per la due diligence “forensic” affidata da Tisg a Kpmg nel febbraio scorso per accertare l’entità dei costi extra-budget sostenuti nell’esecuzione delle commesse, all’origine delle forti perdite societarie e tutti i soggetti che “hanno posto in essere un sistema atto a scavalcare il blocco al superamento delle spese previste”. La conclusione dell’analisi, che si è rivelata più complessa del previsto, è stata posticipata a fine giugno-inizio luglio. A metà luglio, peraltro, scadranno anche le misure protettive del patrimonio che mettono al riparto Tisg dalle azioni dei creditori, evitando che l’azienda possa fallire. Nel frattempo nel cantiere si è ripreso a lavorare su due barche, quelle più vicine al completamento: gli stipendi sono sempre stati regolari e non è attiva la cassa integrazione ma i lavoratori dell’indotto sono fortemente ridotti.
Silvia Pieraccini