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Formazione

02 marzo 2026

Università, la Toscana al palo: iscrizioni ferme da 10 anni

Solo 233 iscritti in più in un decennio, mentre il Nord vola: un sintomo di scarsa attrattività dell’offerta accademica?

Alessandro Pattume
La variazione delle iscrizioni all'università in numeri assoluti nelle regioni italiane

La variazione delle iscrizioni all'università in numeri assoluti nelle regioni italiane

Come stanno le Università in Toscana? Non male, ma sono ferme. Secondo il quinto rapporto dell’Osservatorio Mheo, negli ultimi dieci anni (2015-2025) gli iscritti alle università toscane non sono diminuiti ma non sono nemmeno aumentati: il saldo è positivo di solo 233 studenti, la crescita è vicina allo zero percentuale. 

La milanese Mheo (Milan higher education observatory) è una realtà finanziata dal Pnrr e monitora gli istituti d’istruzione superiore del capoluogo lombardo. Il quinto rapporto si occupa dell’impatto economico dell’istruzione terziaria e dell’università (escluse quelle telematiche) e mette in fila lo stato delle università in ogni regione.

Lombardia ed Emilia Romagna al top

Secondo il rapporto, gli iscritti alle università italiane sono aumentati del 19% negli ultimi dieci anni. Un aumento che si concentra soprattutto al Nord (+15,5%) con la Lombardia che registra 37.164 iscrizioni in più, seguita dall’Emilia Romagna con 31.014. Il Centro cresce meno (+6,22), ma registra nell’Umbria la regione con la maggior crescita percentuale nell’ultimo decennio (+29%), mentre le regioni del Sud e le Isole perdono in termini di iscrizioni il 10,58%. E la Toscana? Al palo, così dicono i numeri. 

Sotto la superficie qualche dato positivo

In questo scenario che sembra individuare una concentrazione progressiva delle iscrizioni all’Università nelle regioni del Nord, il Granducato mette a segno un modesto (+233 iscritti), che percentualmente vale zero. Un sintomo di scarsa attrattività del territorio per gli studi accademici? Fermandosi in superficie la risposta potrebbe essere affermativa, ma abbiamo scavato oltre i dati del Mheo scoprendo anche peculiarità positive. 

L’85% degli studenti toscani studia nella regione

Dopo Lazio e Lombardia, la Toscana è infatti la regione che riesce meglio a trattenere i propri studenti: l’85% dei toscani sceglie un’università della regione, forse per comodità, o forse perché ritiene l’offerta dei corsi di adeguato livello. Altra nota felice: gli iscritti ai diplomi accademici artistici (Afam) negli ultimi dieci anni sono aumentati del 123%, il dato più alto dopo quello del Friuli Venezia Giulia (156%), mentre in termini assoluti gli iscritti in Toscana (+4.052) vengono subito dopo Lombardia (8.444) e Lazio (4.662).

L’85 per cento degli studenti toscani frequenta le università della propria regione

Gli Its Academy meno bene che altrove

Meno performanti infine, i risultati delle iscrizioni alle Its Academy, le scuole ad alta specializzazione tecnologica post diploma, degli ultimi cinque anni. La Lombardia domina in valori assoluti (+1.175 iscritti, + 183%), seguita da Puglia (+895, + 282%) e Veneto (+707, +108%). I tassi di incremento maggiori si registrano però in Calabria (+1.342) e in Sicilia (+499%). La Toscana, con i suoi +342 iscritti, fa registrare solo +80% di incremento. 

Firenze in crescita lenta ma costante

Scaricando dal sito del Ministero i dati su immatricolazioni, iscrizioni e laureati delle tre università toscane, viene fuori una fotografia dettagliata del loro stato di salute. L’Ateneo di Firenze, il più grande della regione, sembra in crescita. Gli iscritti aumentano dall’anno accademico 2018/2019 (51.825) attestandosi lo scorso anno sopra le 56 mila unità. Negli ultimi cinque anni è cresciuto molto anche il numero di immatricolazioni, superando di slancio negli ultimi tre anni la soglia delle diecimila unità. Un numero, quest’ultimo, che sembra destinato ad essere raggiunto anche sul fronte dei laureati, che da cinque anni superano le novemila unità. 

Pisa recupera dopo lo stop del 2023

Anche l’Università di Pisa cresce ma sembra farlo in modo meno netto di Firenze. Un trend che sembra essersi fermato nel 2023, quando si sono registrati dei cali, rispetto agli anni precedenti, in tutte e tre le voci ma più marcati per immatricolazioni e iscrizioni, che hanno toccato il numero più basso del decennio. Da quel momento però gli iscritti sono tornati a crescere in modo costante (44.709 nel 2024/2025), così come le immatricolazioni e le lauree, tornate entrambe sopra le 7 mila unità.

Siena inverte solo adesso la rotta negativa

Infine Siena, dove le immatricolazioni sono tornate a crescere solo nell’ultimo anno (2.725 nel 2024/2025), dopo un calo costante cominciato nel 2017. Le iscrizioni invece vanno diminuendo dal 2020 (16.434 nel 2024/2025) ma a fare da contraltare a questo dato c’è quello dei laureati. Da un decennio sempre superiore alle tremila unità, il numero degli allori dell’ateneo senese è cresciuto negli ultimi anni fino a raggiungere nel 2024 i 3.533 laureati. Complessivamente un quadro stazionario, tra un Nord che cresce e un Sud che perde: nonostante le sue eccellenze accademiche la Toscana non spicca il volo.  

L’andamento delle tre università toscane nel decennio 2014-2024 (dati del Mur)
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Alessandro Pattume

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