Veduta dall'alto del resort Villa Olmi
Un investimento da oltre 14,7 milioni di euro per rafforzare il turismo di fascia alta nell’area fiorentina e trasformare Villa Olmi Firenze in un polo dell’ospitalità sempre più orientato ai mercati internazionali. È l’operazione finalizzata da BCC Banca Iccrea insieme a Banco Fiorentino a sostegno del piano di ampliamento della storica struttura ricettiva di proprietà della famiglia Lotti.
Il finanziamento, sostenuto anche attraverso il Fondo Tematico Turismo della Banca Europea per gli Investimenti, punta a sostenere un progetto che cambierà in modo significativo il profilo della struttura, situata tra Firenze e Bagno a Ripoli all’interno di una proprietà di circa 80mila metri quadrati caratterizzata da edifici storici del XIV e XV secolo, ambienti restaurati e ampie aree verdi.
Quattro nuovi edifici e tanti servizi
L’intervento prevede la realizzazione di quattro nuovi edifici su due livelli con 56 camere aggiuntive, un centro congressi sviluppato su tre piani, una nuova piscina, due campi da tennis, aree ristorazione con verande, parcheggi e nuovi collegamenti funzionali tra le strutture esistenti e quelle di nuova costruzione. Sono inoltre previsti nuovi accessi e spazi pubblici a servizio dell’area.
Al termine dei lavori, Villa Olmi passerà dalle attuali 62 a 118 camere complessive, con un’offerta articolata tra classic, superior, deluxe, junior suite e suite, consolidando il proprio posizionamento nel segmento quattro stelle superior e ampliando la capacità di attrarre turismo internazionale, eventi e clientela business.
L’operazione assume un valore strategico anche per il territorio, in una fase in cui il turismo toscano punta sempre di più su qualità dell’offerta, destagionalizzazione e servizi ad alto valore aggiunto. Il nuovo centro congressi, ad esempio, consentirà di rafforzare il segmento Mice – meeting, incentivi, congressi ed eventi – sempre più rilevante per l’economia turistica fiorentina.
Il sistema bancario guarda al lungo periodo
Per Carlo Napoleoni, responsabile divisione impresa del gruppo bancario, il progetto rappresenta “un equilibrio tra conservazione dell’identità storica e innovazione dell’offerta ricettiva”, contribuendo ad accrescere l’attrattività internazionale dell’area fiorentina.
Il direttore generale del Banco Fiorentino, Davide Menetti, sottolinea invece la rilevanza industriale dell’operazione e il ruolo del credito cooperativo nel sostenere investimenti di lungo periodo sul territorio. L’integrazione della provvista BEI, osserva Menetti, dimostra la capacità del sistema bancario cooperativo di accompagnare progetti complessi e strutturati.
Villa Olmi “modello di ospitalità internazionale”
Per la proprietà, il progetto punta a far evolvere Villa Olmi mantenendo però intatta la propria identità storica. Il presidente Jacopo Lotti parla infatti di un investimento orientato non soltanto all’ampliamento della struttura ma alla costruzione di “un modello di ospitalità internazionale e di qualità” capace di integrare accoglienza, benessere, eventi e valorizzazione del territorio.
L’intervento dovrebbe avere ricadute anche sul fronte occupazionale e sull’indotto turistico locale, rafforzando ulteriormente il peso dell’area sud di Firenze nel segmento dell’ospitalità di fascia alta. Un comparto che continua ad attrarre investimenti rilevanti nonostante la fase di incertezza economica internazionale. (em)