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12 giugno 2026

Vivaismo pistoiese, export record nel primo trimestre 2026 (ma i costi crescono più dei ricavi)

Insetti alieni, meteo e difficoltà di approvvigionamento dei concimi sono le minacce che pesano sul distretto.

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Il vivaismo ornamentale pistoiese apre il 2026 con un record storico: circa 159 milioni di euro di piante vive vendute nel mondo nel primo trimestre, in crescita dell’11,75% rispetto allo stesso periodo del 2025 e di poco superiore al picco del 2022, l’anno del rimbalzo post-Covid. Il risultato consolida il primato nazionale del distretto, che vale il 41% dell’export italiano di piante vive – quota che sale al 43% considerando l’intera Toscana.

Il mercato: l’Ue tiene, l’extraeuropeo accelera

L’area Ue assorbe ancora l’84% dell’export pistoiese, con una crescita dell’8,35%. Ma sono i mercati extraeuropei a correre di più: con un incremento del 44%, hanno toccato la soglia di circa 21 milioni di euro nel trimestre. Una diversificazione geografica che rappresenta un segnale positivo, ma che espone al tempo stesso le aziende a rischi legati alla vicinanza di alcune destinazioni ai principali focolai di crisi internazionale, con l’incertezza di poter mantenere certi mercati nel tempo.

“Sono numeri importanti, ma alla crescita apprezzabile delle vendite fa da contraltare un aumento dei costi molto maggiore”, ha commentato Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia, l’associazione che rappresenta il maggior numero delle aziende del vivaismo ornamentale pistoiese. Tesi ha avvertito che “la riduzione dei margini rischia di rendere meno efficace la volontà di innovazione che gli imprenditori pistoiesi stanno implementando nei loro vivai, con investimenti importanti per ridurre i consumi di acqua, agrifarmaci, e con l’utilizzo di pacciamanti naturali, e l’uso di vasi riciclabili“.

Attesa per il decreto sul florovivaismo

All’aumento delle vendite si contrappone dunque una crescita dei costi energetici – con i trasporti in prima linea – difficoltà di approvvigionamento di concimi e una sempre maggiore pressione fitosanitaria causata dall’arrivo di insetti alieni che aumentano i costi di prevenzione, rischiano di rendere invendibili piante già pronte per il mercato e comportano spese di ripristino delle colture. A tutto ciò si aggiunge il meteo sempre più imprevedibile. A supporto del settore, le imprese pistoiesi guardano con attesa al completamento dell’iter del decreto sul florovivaismo, già in fase avanzata, che darebbe più certezze al comparto florovivaistico aprendo nuove prospettive di sviluppo. (lt)

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