E’ in corso da stamani, convocato per le 9, il consiglio d’amministrazione straordinario di Banca Mps: sul tavolo c’è l’esame del complesso piano di aggregazioni e acquisizioni predisposto dagli advisor Ubs, Bank of America e Vitale. Secondo le indiscrezioni di questi giorni, la mossa ideata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio consisterebbe in una doppia Ops su Banca Generali e Banco Bpm, in funzione difensiva contro l’Opas lanciata settimane fa da Intesa Sanpaolo. La quota del 13,2% di Generali detenuta da Mps attraverso Mediobanca potrebbe essere benzina finanziaria a sostegno dell’operazione.
La doppia offerta – che potrebbe essere annunciata dopo un ulteriore cda nel weekend – arriverebbe dopo la presa di posizione della premier Giorgia Meloni, la quale giorni fa ha espresso l’auspicio “che Mps non finisca smembrata perdendo il proprio nome e la propria identità”, destino probabile se l’Opas di Intesa avesse successo. Il governo, attraverso il Mef, è tuttora azionista del Monte con il 4,86%: il ministro Giancarlo Giorgetti il 25 agosto incontrerà le istituzioni locali – Regione Toscana, Comune e Provincia di Siena per fare il punto sulle prospettive del Monte, e del suo futuro sul territorio.
Se una sorta di mediazione della politica contro il temuto “spezzatino” sembra la strada che vuole percorrere la maggioranza di governo – ma anche il tesoriere Pd Antonio Misiani si è pronunciato chiedendo di “evitare lo smembramento del Monte” e “che in questa fase lo Stato rimanga azionista” -, più critici sono i liberali centristi. “Meloni smetta di fare il banchiere, e il governo eviti di perseverare nell’errore di interferire nel cosiddetto risiko bancario”, attacca Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa. (notizia in aggiornamento)