Si complica la strada di Mps verso Banco Bpm. Crédit Agricole e UniCredit hanno valutato nelle ultime settimane una possibile operazione congiunta sulla banca guidata da Giuseppe Castagna, che potrebbe arrivare fino a una divisione delle attività tra i due gruppi. Lo riferisce Reuters citando due fonti vicine al dossier.
L’ipotesi discussa con le autorità
Secondo l’agenzia, lo scenario sarebbe stato affrontato anche in colloqui con le autorità italiane mentre le due banche valutano le possibili mosse nel risiko. Una delle ipotesi prevede lo spezzatino di Banco Bpm, con UniCredit che assegnerebbe a Crédit Agricole circa un terzo della banca. Nessuno dei tre gruppi coinvolti ha voluto commentare.
Non si tratta dunque di un’offerta né di un progetto definito: Reuters precisa che la mossa congiunta è soltanto uno dei diversi scenari presi in considerazione. Ma la conferma dei contatti dà maggiore consistenza alle indiscrezioni circolate negli ultimi giorni.
Il nodo Crédit Agricole
La partita riguarda direttamente Mps. Crédit Agricole è il primo azionista di Banco Bpm con il 29,3% e ha già espresso la propria contrarietà a un’aggregazione con il Monte, indicando invece come scenario interessante un’integrazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia.
La banca francese si trova quindi in una posizione decisiva rispetto all’Ops lanciata da Luigi Lovaglio. «Siamo prudenti, siamo pazienti e siamo qui per restare in Italia», ha dichiarato ieri la direttrice generale aggiunta Clotilde L’Angevin, ribadendo che «nulla può essere fatto senza di noi e nulla può essere fatto contro di noi».
Per UniCredit si tratterebbe invece di un ritorno sulla partita Banco Bpm dopo il tentativo di acquisizione dello scorso anno. Andrea Orcel continua ufficialmente a definirsi un osservatore del consolidamento italiano, ma il gruppo potrebbe essere interessato anche agli sportelli eventualmente messi sul mercato nell’ambito delle prossime aggregazioni. (redcm)