Nell’arco di dieci anni, tra il 2015 e il 2025, Firenze e provincia hanno visto crescere sia le librerie sia le imprese di street food, ma con una velocità di trasformazione profondamente diversa: +2,3% per il settore librario e +48% per il cibo di strada, secondo la rilevazione di Cna. in termini assoluti, Le librerie con sede sul territorio sono passate da 88 a 90 unità nel decennio, mentre in parallelo le case editrici sono diminuite nello stesso periodo da 121 a 107 (-11,6%).
Per lo street food, a marzo 2026 le attività attive nel settore erano 71, presenti in 22 dei 41 comuni della metrocittà. “Numeri ancora limitati rispetto al panorama complessivo della ristorazione fiorentina – sostiene Filippo Pasqui, presidente di Cna Ristorazione Firenze -, ma che fotografano un cambiamento culturale nei comportamenti dei consumatori, non spiegabile soltanto con la vocazione turistica dell’area fiorentina”. A confermarlo, secondo Pasqui, è anche il fatto che la crescita fiorentina, pur ampia, resti comunque inferiore alla media nazionale del +88,7% rilevata da Unioncamere per le imprese registrate nel settore. “La vera novità – osserva – è l’affermarsi di un nuovo modello imprenditoriale, capace di intercettare una domanda sempre più orientata alla flessibilità, all’informalità e alla rapidità, senza rinunciare alla ricerca di autenticità, tradizione e identità territoriale”.
Per le librerie, il modesto incremento registrato dalla Camera di commercio va contestualizzato nella crisi che attraversa il comparto dell’editoria a livello globale, e per questo “lascia intravedere una luce”, commenta il segretario generale della Camera, Giuseppe Salvini, che ha parlato in occasione della presentazione della kermesse Firenze Books. Secondo Salvini questa tenuta è legata soprattutto “al coraggio di imprenditori e imprenditrici che hanno dato vita a librerie di prossimità, capaci di porsi come centri vitali nei quartieri, rispondendo alla richiesta di luoghi di incontro per le comunità”. (lt)