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24 luglio 2026

A settembre il tavolo Beko al Mimit (con la scelta del nuovo investitore per Siena)

La Fiom senese propone un accordo territoriale per l’integrazione della Cig nel comparto della metalmeccanica.

Leonardo Testai

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Il tavolo nazionale di crisi al ministero delle Imprese e del Made in Italy su Beko Europe è stato riconvocato per il 23 settembre, a seguito delle nuove richieste di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil per verificare lo stato degli investimenti e il rispetto degli accordi industriali. A livello nazionale c’è infatti una certa preoccupazione per la lentezza degli investimenti produttivi e incertezze sul rispetto degli impegni occupazionali, in vista della scadenza dell’accordo ministeriale prevista per il 31 dicembre 2027.

Per quanto riguarda lo stabilimento di Siena, il tavolo del 23 settembre dovrebbe essere quello in cui verrà comunicata la scelta del soggetto che rileverà l’area industriale di viale Toselli, fra le proposte pervenute nelle scorse settimane. L’opzione preferita da sindacati e istituzioni, oltre che la più attesa e forse più accreditata, pare quella legata all’azienda delle tecnologie per la difesa, con sede a Sesto Fiorentino e solidi rapporti con Leonardo, interessata a rilevare l’intera area e – dato fondamentale per le organizzazioni sindacali – farsi carico di tutti i rapporti di lavoro in essere. Sono circa 150 i lavoratori ancora in attesa di risposte, tutti in Cassa integrazione a zero ore fino alla fine del 2027.

La Fiom propone un accordo territoriale per l’integrazione Cig

Proprio sul tema della Cassa integrazione la Fiom-Cgil di Siena ha lanciato una proposta per il comparto della metalmeccanica: un accordo territoriale fra organizzazioni sindacali e associazioni di rappresentanza che preveda l’integrazione da parte delle aziende fino al 100% della normale retribuzione per tutte le ore di cassa integrazione ordinaria richieste per motivazioni riconducibili a flessioni temporanee del mercato, riorganizzazioni produttive o altre cause non riconducibili a crisi strutturali certificate dell’impresa.

“Noi chiediamo una misura preventiva perché sappiamo già che ci sarà un autunno nel quale ci sarà una richiesta e un utilizzo importante di Cig“, ha affermato Daniela Miniero, segretaria generale della Fiom senese, secondo cui “non è più sostenibile la defalcazione salariale data dall’utilizzo della cassa integrazione”, alla luce di una perdita del potere d’acquisto “che i dati ci dicono essere veramente preoccupante: ricordo che sono oltre 26mila i lavoratori e le lavoratrici in provincia di Siena che, pur lavorando, versano in una condizione di precarietà economica“. Secondo l’ultima elaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat di giugno, Siena è tra le città italiane con il maggiore aumento del costo della vita, con un’inflazione del 3,3% e una maggiore spesa media stimata in 928 euro annui per famiglia.

Secondo Miniero una soluzione di questo tipo darebbe benefici ai lavoratori “ma anche alle aziende, perché in questo modo riescano anche a trattenere le professionalità che rischiano di perdere, visto che la condizione di non sostenibilità economica potrebbe portare i lavoratori e le lavoratrici ad andare per altre strade”.

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