Acqua Fonteviva parte alla conquista di nuovi mercati. Il primo container destinato a Malta ha lasciato lo stabilimento di Massa e l’isola è stata scelta da Evam come mercato-test per costruire una presenza più ampia nel Mediterraneo. L’obiettivo è utilizzare Malta, anche per la sua posizione geografica e per la vocazione turistica, come piattaforma per sviluppare nuovi canali commerciali.
L’operazione rientra nel percorso di internazionalizzazione avviato negli ultimi anni da Evam Spa, società partecipata per il 98,1% dal Comune di Massa, che imbottiglia e commercializza le acque minerali Fonteviva e Amorosa. La società ha sede e stabilimento a Prati della Ciocca, a Massa, mentre Fonteviva è un’acqua minerale naturale proveniente dalle Alpi Apuane.
Dal mercato locale all’export
Il marchio, tradizionalmente caratterizzato da una distribuzione soprattutto locale, negli ultimi anni ha cercato di allargare il proprio raggio d’azione, puntando anche sul segmento premium della ristorazione. Il primo approdo internazionale è stato l’Australia, dove Fonteviva è presente attraverso un distributore di origine giapponese; successivamente le bottiglie hanno raggiunto l’Inghilterra. È stato inoltre completato l’iter autorizzativo necessario per entrare negli Stati Uniti, mentre sono stati avviati contatti anche con altri mercati europei e asiatici.
«Malta, per posizione geografica, dinamismo commerciale e vocazione logistica, rappresenta un potenziale hub strategico per la distribuzione verso altre destinazioni del Mediterraneo orientale e meridionale», spiega Evam.
Il presidente Massimo Gelati individua nell’internazionalizzazione uno degli assi della nuova fase aziendale: «La sfida, oggi, è comunicare con efficacia il valore di Fonteviva ai nuovi mercati». L’obiettivo, aggiunge, è spiegare «cosa rende la nostra acqua diversa» e costruire rapporti commerciali «solidi e duraturi».
L’espansione arriva mentre Evam sta cercando di consolidare la propria situazione economica e finanziaria e di rilanciare Fonteviva oltre il tradizionale bacino locale. Il Comune di Massa rimane l’azionista di larghissima maggioranza della società, con una partecipazione del 98,10%. (em)