Aumentano le giacenze di vino nelle cantine toscane, conseguenza delle difficoltà di mercato che sta attraversando il settore, e i Consorzi di tutela delle principali denominazioni decidono di ridurre le rese di uva per ettaro previste dai disciplinari. Gli obiettivi sono: arginare la produzione nella vendemmia imminente, limitare l’accumulo delle giacenze e contribuire alla stabilità dei prezzi lungo la filiera.
Riduzione delle rese dal 12,5% al 20%
La Regione Toscana il 3 agosto ha autorizzato la riduzione delle rese da 80 a 70 quintali per ettaro del Brunello di Montalcino, eccetto il primo ettaro (per tutelare i piccoli produttori); la riduzione del 20% delle rese produttive di uva atta a divenire vino Docg Chianti, Chianti Superiore e Chianti con riferimento alle sottozone; la riduzione da 75 a 65 quintali per ettari delle superfici rivendicate come vino Docg Chianti Classico; la riduzione delle rese per ettaro delle uve previste dal disciplinare di produzione dei vini “Toscano” o “Toscana” IGT per le tipologie Bianco, Rosso e Rosato in misura del 20%.
Il flop del bando per i nuovi vigneti
Adesso bisognerà vedere se questi provvedimenti saranno sufficienti a evitare squilibri tra domanda e offerta di mercato, o se – come propongono alcuni – sarà necessario ricorrere a misure più drastiche. Le difficoltà di mercato sono state ‘certificate’ anche dal flop del bando per l’assegnazione di 680 ettari di nuovi vigneti in Toscana: le domande presentate sono state appena 199 (nel 2025 furono 465, nel 2024 arrivarono a 818), per un totale richiesto pari a 493 ettari, con 187 ettari che, per la prima volta, non hanno trovato un investitore.
Preso atto che, dai dati riportati nell’allegato alla richiesta trasmessa dal Consorzio, si evidenzia una
previsione produttiva tale da esporre il mercato del vino Chianti Classico DOCG al rischio di
squilibrio per la vendemmia 2026;
Silvia Pieraccini