ErreDue, società di Livorno specializzata in soluzioni per la produzione on-site di gas tecnici e in elettrolizzatori per l’idrogeno, ha chiuso il primo semestre 2026 con ricavi a 14,2 milioni di euro, in crescita del 96,7% rispetto ai 7,2 milioni dello stesso periodo del 2025. L’utile netto sale a 2,4 milioni di euro (+148,4%). L’Ebitda si attesta a 4,1 milioni (+127%), con un margine del 28,9% contro il 25% dell’anno precedente. L’Ebit cresce del 263,4% a 3,2 milioni, pari al 22,3% dei ricavi delle vendite contro il 12% del 2025.
La società spiega il miglioramento con un marcato effetto di leva operativa: la forte crescita del fatturato ha assorbito i costi di struttura, aumentati in modo meno che proporzionale. La vendita di generatori e altri prodotti sale a 10,7 milioni di euro (+164%) e rappresenta ora il 75,4% dei ricavi. Al suo interno i generatori di idrogeno passano da 3,2 a 10 milioni (+213,2%), mentre quelli per altri gas scendono del 15,5%. Crescono anche i comparti ricorrenti: assistenza e ricambi salgono del 10,5% a 2,1 milioni, grazie all’ampliamento del parco macchine installato; l’affitto dei generatori aumenta dell’11,3% a 1,39 milioni, sostenuto dai nuovi contratti e dagli adeguamenti Istat previsti dai canoni.
Italia in forte crescita, flessione in Europa
Il mercato italiano cresce del 178,5% a 11,5 milioni di euro, spinto dalle consegne di impianti legati ai bandi Mase e Pnrr con scadenza a giugno 2026. I mercati extra Ue segnano +104,9% a 2,1 milioni. L’area Ue registra invece un calo del 72,2%, che la società attribuisce allo slittamento pianificato delle consegne al secondo semestre, dove è già acquisito un backlog europeo di 4,5 milioni. Guardando avanti, il principale volano strategico sarà il trasferimento nella nuova Gigafactory, atteso negli ultimi mesi del 2026, che amplierà la capacità produttiva e rafforzerà l’integrazione verticale. Le rimanenze sono salite a 14,1 milioni di euro dai 9,6 di fine 2025, a supporto della crescita attesa.
“Il primo semestre 2026 si chiude con risultati straordinari”, ha dichiarato l’amministratrice delegata Francesca Barontini, spiegando che il risultato è stato trainato dal consolidamento del settore laboratorio e dalla consegna di cinque nuovi impianti a idrogeno di taglia megawatt con tecnologia Pem e alcalina. Barontini ha ricordato le sfide legate all’attuale capacità produttiva, in attesa del completamento del nuovo stabilimento di Livorno, e ha aggiunto che “con un backlog di circa 27 milioni di euro guardiamo con estrema fiducia alla seconda parte dell’anno e al 2027″. Gli ordini sono trainati per il 53% dalla transizione energetica e per il 37% dal mercato industriale tradizionale, in ripresa nei comparti metalmeccanico e automobilistico. (lt)