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07 ottobre 2026

Le macchine per la carta rallentano la marcia (e al Miac puntano sul risparmio energetico)

Nel secondo trimestre dell’anno gli ordini esteri delle aziende lucchesi hanno il segno ‘meno’. Il nodo energetico e quello della concorrenza.

Silvia Pieraccini
L'inaugurazione del Miac alla Fiera di Lucca

L'inaugurazione del Miac alla Fiera di Lucca

In un settore energivoro com’è quello della carta, in difficoltà per i costi del gas schizzati alle stelle, la soluzione inseguita dagli imprenditori è avere macchine e linee produttive a basso consumo energetico. E’ la sfida che corre tra gli stand del Miac, la mostra internazionale dell’industria cartaria organizzata alla Fiera di Lucca dal 7 al 9 ottobre dalla società Edipap in collaborazione con Assocarta, Confindustria Toscana nord e Comune di Lucca. Nella città toscana opera uno dei più importanti distretti cartari in Europa, formato sia da produttori di carta igienica e di cartone per imballaggi, sia da produttori di macchine per la carta.

Gli ordini esteri hanno il segno ‘meno’ nel secondo trimestre

Al Miac sono presenti 250 espositori di macchine, impianti e soluzioni per gestire le varie fasi del ciclo produttivo e di trasformazione della carta e del cartone. Il settore sta rallentando rispetto all’avvio d’anno: secondo le rilevazioni di Confindustria, la produzione lucchese di macchine per la carta ha segnato +1,4% nel secondo trimestre dell’anno (era +7,8% nel primo trimestre), con gli ordini che sono ormai quasi piatti (+0,7% tendenziale nel secondo trimestre, contro +8,7% nel primo) e, in particolare, gli ordini esteri che stanno soffrendo (-1,8% nel secondo trimestre).

L’export è il motore

I motivi di preoccupazione derivano proprio dallo scenario internazionale: l’export è il motore delle macchine per la carta, e assorbe circa l’80% del fatturato; se si fermano gli ordini esteri, il settore è destinato a rallentare.

Preoccupano i costi energetici

La questione energetica ha tenuto banco tra gli stand del Miac, insieme con i rischi di perdita di competitività delle imprese, preoccupate anche per le importazioni crescenti di carta in arrivo da Paesi extraUe. “Le pressioni sui costi energetici e le distorsioni del mercato globale richiedono risposte istituzionali ferme e immediate – ha detto Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria Toscana nord – ma l’orgoglio, la qualità e la competenza del distretto di Lucca sono la nostra garanzia per il futuro: la capacità di competere ce l’abbiamo nelle mani e nella testa”. Dal presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, è arrivato un monito all’Unione europea: “Il nuovo sistema Ets, se non modificato, avrà per il settore un costo stimato di 215 milioni di euro all’anno – ha detto – oltre 1 miliardo nei prossimi cinque anni: il 40% in più rispetto al periodo 2020-2025. In gioco non c’è solo la produzione industriale, ma anche il nostro modello di economia circolare”.


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Silvia Pieraccini

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