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Con la riapertura a pieno regime delle aziende dopo la pausa estiva, oggi – lunedì 31 agosto – comincia una delle stagioni più complesse degli ultimi dieci anni. Agosto non è servito a dissolvere neppure uno dei fattori di destabilizzazione che frenano il mercato, dai costi energetici alle guerre, dalle difficoltà logistiche alle tensioni commercialli, dalle incertezze sui dazi fino alla riduzione della capacità d’acquisto delle famiglie. In questo scenario ordini e investimenti non brillano, lasciando il campo all’incertezza.
Pil toscano +0,5% nel 2026
Secondo le ultime previsioni dell’Irpet (l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) – contenute nel Documento di economia e finanza regionale (Defr) e nel Rapporto annuale, il Pil 2026 della regione si fermerà a +0,5%, e la stessa crescita debole si manterrà anche nel 2027, anno che potrebbe caratterizzarsi per una selezione di imprese. Il settore più in sofferenza è la manifattura, con una produzione in calo dello 0,6% nel primo trimestre 2026, particolarmente accentuata nel sistema moda.
Da VicenzaOro a Pitti Fragranze
Circondate da molte incognite, le aziende toscane si preparano alle fiere di settembre con la speranza di intravedere una ripresa di ordini e di compratori. Il distretto orafo di Arezzo è pronto per la tradizionale trasferta al salone VicenzaOro (4-8 settembre), che arriva in una fase in cui le aziende stanno affrontando difficoltà occupazionali e produttive; le aziende fiorentine di pelletteria scaldano i motori per il salone milanese Mipel (13-15 settembre), che si terrà in contemporanea con quello delle scarpe Micam; i conciatori del distretto di Santa Croce sull’Arno stanno preparando le nuove collezioni da mettere in mostra a Lineapelle (15-17 settembre a FieraMilano Rho); i produttori di camper della Valdelsa e Valdipesa stanno completando i nuovi modelli per il grande Salone del Camper di Parma (12-20 settembre). Infine le aziende di profumi e beauty si preparano a Pitti Fragranze (11-13 settembre Stazione Leopolda Firenze).
L’incertezza pesa sugli ordini
Per tutte le aziende la domanda è la stessa: quanti compratori italiani e internazionali parteciperanni ai saloni in arrivo? Avranno lo spirito giusto per fare ordini? Settembre porterà l’agognata ripresa? Pochi ormai ci credono, inclini a rimandare lo sprint di recupero al prossimo anno.
Silvia Pieraccini