Numeri in chiaroscuro nel rendiconto semestrale di Reway Group a metà 2026: il valore della produzione si è attestato a 146,7 milioni di euro, in crescita dell’8,9%. L’Ebitda della società attiva nella manutenzione di autostrade, ponti e ferrovie è stabile a 26,4 milioni, e un margine in calo al 18% rispetto al 19,5% del periodo comparativo, principalmente a causa dell’aumento dei costi
per servizi. L’utile netto consolidato è di 11 milioni di euro, di cui 10,7 milioni di pertinenza del gruppo, in calo del 9,4% rispetto al 2025 soprattutto per l’aumento delle imposte, salite da 6,8 a 8 milioni.
L’attivo fisso netto è pari a 72,8 milioni, rispetto ai 77,5 milioni del 31 dicembre 2025, principalmente per effetto degli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali. Il capitale circolante commerciale è pari a 155,4 milioni, rispetto a 133,7 milioni del 31 dicembre 2025, incremento che riflette principalmente l’aumento delle rimanenze e la riduzione dei debiti commerciali. Il patrimonio netto di gruppo è pari a 121,4 milioni (era a 110,3 milioni a fine 2025). L’indebitamento finanziario netto è pari a 60,1 milioni, in miglioramento rispetto ai 68,2 milioni di euro di fine 2025.
Ottimismo per il futuro con un miliardo di ordini
Nel corso del primo semestre 2026 Reway ha proseguito l’attività commerciale e di esecuzione delle commesse, raggiungendo un backlog di circa 953 milioni di euro: “L’importo delle gare aggiudicate e in attesa di lavorazione – afferma la società – garantisce un’ampia visibilità sui ricavi dei prossimi cinque anni”. La società descrive un mercato dei servizi alle infrastrutture ancora favorevole, con domanda sostenuta. Restano incertezze legate al quadro geopolitico, che potrebbero far salire i prezzi di materie prime ed energia. Il gruppo indica come parziale mitigazione i meccanismi di revisione dei prezzi previsti dal Dlgs 36/2023, nei limiti applicabili ai singoli contratti.
“Il primo semestre 2026 evidenzia una crescita organica del valore della produzione e un Ebitda sostanzialmente stabile, grazie al contributo di lavori sia in ambito stradale e autostradale sia ferroviario”, ha dichiarato l’amministratore delegato Paolo Luccini, che ha sottolineato la riduzione dell’indebitamento, “sostenuta dalla generazione di cassa operativa”, e ha aggiunto che il gruppo continua a operare “in un mercato favorevole, caratterizzato da forti investimenti da parte dei principali operatori del settore autostradale e ferroviario”.
Il cambio di controllo e il delisting in vista
Il 15 maggio scorso sono stati firmati accordi vincolanti per l’acquisizione, da parte di Renaissance Partners, dell’83,38% del capitale di Reway Group, facendo scattare l’Opa totalitaria sulle azioni residue al prezzo di 10,31 euro per azione, finalizzata al delisting. Il 23 settembre l’assemblea degli azionisti ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione, presieduto da Aurelio Regina, e il nuovo collegio sindacale. Luccini è stato confermato amministratore delegato. (lt)