L'hangar Ferrari Hypersail che sorgerà nell'area di Azimut Benetti a Livorno
La base operativa di Ferrari Hypersail, l’innovativo progetto di motoscafo ‘volante’ sviluppato dalla casa automobilistica di Marinello, sarà a Livorno, dove verrà costruita anche una speciale imbarcazione nel cantiere Benetti per accompagnare il prototipo nei test in mare.
Sono i risultati della collaborazione tra Ferrari e il gruppo nautico Azimut Benetti, leader mondiale nei maxiyacht, per la sfida del Cavallino Rampante nella vela oceanica. La base nascerà negli spazi del cantiere livornese e comprenderà anche un hangar dedicato a Hypersail, oltre agli uffici del team e degli ingegneri, laboratori tecnici e spazi per la preparazione atletica.
Azimut Benetti è infatti entrata nel progetto Ferrari Hypersail come technical partner e official yachting partner, mettendo a disposizione competenze di progettazione, ricerca e sviluppo per accompagnare il prototipo nella fase iniziale dei test. In parallelo, il gruppo nautico realizzerà una speciale imbarcazione di supporto logistico “ad hoc”, destinata ad affiancare Hypersail durante le prove in mare. Un’operazione che porta nel progetto Ferrari il know-how maturato da Azimut-Benetti nella costruzione di yacht ad alte prestazioni e, soprattutto, nell’impiego della fibra di carbonio e nella progettazione di soluzioni ‘su misura’.

Il Cavallino Rampante nel cantiere Benetti
Livorno diventa quindi la base del progetto della casa del Cavallino Rampante. La scelta, infatti, non riguarda soltanto la logistica. La struttura brandizzata Ferrari, che sarà realizzata entro la fine dell’anno, è concepita anche per accompagnare lo sviluppo del progetto nei prossimi anni. Al suo interno troveranno posto gli uffici del team, degli ingegneri e dello shore team, oltre a palestre per la preparazione atletica e laboratori dedicati alle componenti idrauliche, elettriche e meccaniche e alla stampa 3D. La base diventerà anche il punto di incontro per partner, stakeholder e ospiti coinvolti nel progetto. Un modello organizzativo che punta a concentrare nello stesso luogo progettazione, preparazione tecnica e atletica, manutenzione e attività di prova.
“Siamo orgogliosi di annunciare la nascita del nostro hub operativo a Livorno, uno step fondamentale che rappresenta molto più di un semplice centro di lavoro per l’imbarcazione: questa sede nasce infatti per essere la vera e propria casa del progetto Ferrari Hypersail, un luogo pensato per il lavoro quotidiano del team e per accogliere tutti i soggetti che ruotano intorno al progetto, condividendo con loro ogni fase di questa sfida”, commenta Enrico Voltolini, project leader di Ferrari Hypersail. “Poter contare su uno spazio così strategico sul Mar Tirreno – continua – utile sia per la preparazione tecnica e atletica sia per i test in mare, e al contempo vicino a Maranello, ci offre le condizioni ideali per accrescere ancora di più il processo di innovazione”.
Anche il design della struttura è stato sviluppato per Hypersail. Il progetto è stato affidato al Ferrari Design Studio, guidato dal chief design officer Flavio Manzoni, con gli spazi concepiti per concentrare in maniera funzionale le diverse attività. L’architettura riprende gli elementi grafici della barca, con il Grigio Hypersail e il Giallo Fly. Sul portale d’ingresso e sulla copertura dell’edificio sono riprodotte le viste tecniche della barca, con l’orientamento della prua coerente con quello assunto all’interno dell’hangar.

Hypersail e la barca di traino “made in Livorno”
Hypersail è un monoscafo di 100 piedi, circa 30 metri di lunghezza e 20 di larghezza, con albero di 40 metri e foil che permetteranno alla barca di sollevarsi sull’acqua riducendo l’attrito. Il progetto è stato concepito come una piattaforma di sperimentazione nella quale Ferrari trasferisce tecnologie e competenze maturate nell’automotive.
La collaborazione tra Ferrari e Azimut Benetti ha portato alla realizzazione dell’Azimut Fly 72 x Ferrari Hypersail, una “tow boat” (una barca utilizzata per trainare un’altra imbarcazione) sviluppata dall’ufficio tecnico del cantiere livornese per sostenere le prime prove di volo del prototipo, quando questo sarà ancora privo di armo e vele.
La funzione della barca di supporto è perciò tutt’altro che convenzionale: dovrà spingere Hypersail fino a raggiungere circa 30 nodi, la velocità necessaria per consentire allo scafo di “decollare” sulla superficie del mare e al prototipo di sperimentare le dinamiche di navigazione sui foil.
Per raggiungere questo obiettivo, il Fly 72 di Azimut Yachts è stato modificato rispetto alla configurazione standard. Il lavoro è partito dal peso, con un esteso utilizzo della fibra di carbonio che ha consentito di alleggerire lo yacht di circa 6 tonnellate. Sul fronte opposto è stata incrementata in maniera radicale la potenza disponibile. La nuova configurazione raggiunge 4.000 cavalli, il doppio rispetto al tradizionale modello di serie, grazie a un sistema sviluppato specificamente.
L’incremento delle prestazioni ha quindi richiesto interventi sull’architettura strutturale e impiantistica del Fly 72. Il progetto non si è limitato alla propulsione: per collegare la tow boat al prototipo Ferrari è stato sviluppato uno specifico tow post, vale a dire un punto di traino in grado di sopportare le ripetute e intense sollecitazioni statiche e dinamiche. Il lavoro ha coinvolto progettazione navale e strutturale, impiantistica e allestimento.
Anche la configurazione di bordo è stata modificata per le esigenze del team guidato da Enrico Voltolini. Gli spazi e gli equipaggiamenti sono stati organizzati per agevolare le attività durante le sessioni di test; successivamente il Fly 72 potrà essere impiegato anche a supporto dell’equipaggio e per attività di hospitality nel corso dei diversi appuntamenti lungo l’iter del progetto.
Il know-how Azimut al servizio di Hypersail
Per Andrea Antichi, general manager di Azimut Yachts, il punto di contatto con Ferrari sta soprattutto nella ricerca di soluzioni non ancora presenti sul mercato. “Siamo l’unico brand del settore con un dipartimento R&D indipendente e completamente dedicato a sviluppare soluzioni che ancora non esistono sul mercato”. “Il progetto Ferrari Hypersail è nato dalla volontà di realizzare qualcosa di mai visto prima, portando il DNA racing Ferrari nel mondo della vela oceanica”, spiega Lorenzo Giorgetti, chief racing revenue officer di Ferrari.

Andrea Puccini