L’ex presidente di The Italian Sea Group Filippo Menchelli e l’ex vicepresidente e Cfo Marco Carniani, dopo un lungo silenzio seguito alle loro dimissioni, rispondono alle accuse di Giovanni Costantino, il patron del gruppo nautico ora in concordato, che fin dall’inizio della crisi di Tisg ha puntato il dito contro gli ex vertici che hanno lasciato la guida a fine febbraio. La presa di posizione arriva all’indomani dell’assemblea degli azionisti che ha preso atto della situazione economico-patrimoniale (non revisionata) al 31 dicembre 2025: con una perdita di esercizio pari a 163,8 milioni di euro e un patrimonio netto negativo di 382,5 milioni di euro. La situazione patrimoniale aggiornata al 30 aprile 2026 conferma inoltre l’integrale erosione del capitale sociale, con un patrimonio netto negativo pari a 399,2 milioni di euro.
I due manager, in una dichiarazione inviata ai media, “respingono con fermezza la ricostruzione dei fatti e le responsabilità attribuite“, spiegando che “a seguito delle nostre dimissioni volontarie per giusta causa, abbiamo tempestivamente collaborato con le Autorità competenti, presentando anche le necessarie denunce e predisponendo ulteriori iniziative a tutela dei nostri diritti”. Dunque, concludono Menchelli e Carniani, “non intendiamo alimentare polemiche mediatiche, fiduciosi che le competenti Autorità saranno in grado di accertare la realtà della gestione del gruppo degli ultimi anni”.
Già in occasione delle dimissioni dei due manager Tisg aveva diffuso una nota annunciando “opportune e doverose verifiche delle condotte dei dimissionari al fine di porre in essere tutte le azioni a tutela della società”. A marzo, poi, Costantino aveva presentato una denuncia-querela accusando gli ex dirigenti di aver “posto in essere, nel tempo, una serie di condotte coordinate finalizzate a occultare la reale gestione delle commesse“. Anche nell’ultima intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore il patron di Tisg, nel frattempo dimessosi dal cda, si è detto “vittima di un piano estremamente articolato“, aggiungendo che “essere raggirati dai manager più stretti collaboratori è qualcosa di estremamente doloroso”. (lt)