Oggi, 8 ottobre 2026

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
Lavoro & Competenze

08 ottobre 2026

La ritirata dei liberi professionisti: -14,4% dal 2013 in Toscana (mentre in Italia aumentano)

Tra fenomeni di ridimensionamento e riposizionamento, Irpet rivela che la flessione si è concentrata nell’ultimo biennio.

Leonardo Testai
Featured image

Nel 2025 i liberi professionisti toscani sono 88.607, pari al 5,3% degli occupati. Rispetto al 2013 sono diminuiti del 14,4%, mentre in Italia sono cresciuti dell’8,9% (1,4 milioni). Lo rileva il supplemento della nota Flash Lavoro di Irpet e Regione Toscana, “I liberi professionisti in Toscana: verso un riposizionamento o un ridimensionamento?”, su dati Istat, Adepp e studi di settore. La domanda del titolo non trova una risposta univoca: il report parla di un mix di ridimensionamento e riposizionamento, più che di un declino uniforme. Per capire quanto pesi l’uno o l’altro, avvertono gli autori, servirebbero ricerche sul campo, come interviste e indagini dirette.

La flessione si è concentrata soprattutto nel 2024-25: nel 2023 i professionisti erano 101.712, circa 13mila in più rispetto a oggi. Il dato toscano del 2025 è inferiore anche al totale del 2007 (89.342), mentre a livello nazionale si è passati da 1,14 milioni a 1,4 milioni. L’incidenza sull’occupazione scende dal 6,7% del 2013 al 5,3%, contro il 5,8% stabile dell’Italia. Il calo si inserisce in una contrazione più ampia del lavoro indipendente: gli altri lavoratori indipendenti toscani sono diminuiti del 20,6% (-11,1% in Italia), mentre i dipendenti sono aumentati del 19,9% (+15,1% in Italia). A pesare c’è anche il contesto delle imprese: rispetto al 2007 il totale delle imprese toscane è calato di 5,6 punti percentuali, circa 20mila imprese in meno, e le microimprese artigiane del 18,5%. La componente straniera è quasi assente tra i professionisti: nel 2025 è il 5% (3% in Italia), in lieve aumento rispetto all’1,7% del 2013.

Chi cresce e chi cala (anche per età)

Il quadro è polarizzato. Crescono l’assistenza sanitaria (+20,4%, 18.803 professionisti), i servizi veterinari (+204,2%), le altre attività di servizi alla persona (+428,5%, da un livello iniziale molto basso), l’istruzione (+42,7%), la direzione aziendale e consulenza gestionale (+86,5%) e le altre attività professionali, scientifiche e tecniche (+60,7%). Il report collega queste dinamiche soprattutto alla domanda della clientela privata, e ricorda che per l’anno accademico 2026-27 i corsi di laurea delle professioni sanitarie hanno ricevuto 74.087 domande a fronte di 38.184 posti.

Calano invece le professioni più tradizionali: attività legali e contabili (-20,4%, 15.376 professionisti) e studi di architettura e ingegneria, collaudi e analisi tecniche (-45,9%, da 24.851 a 13.447). In forte flessione anche il commercio all’ingrosso (-55,8%) e la pubblicità e le ricerche di mercato (-36,2%). Sul calo della produzione software e consulenza informatica (-57,2%) il report invita a una lettura non meccanica: è plausibile che molti professionisti oggi lavorino in forma societaria, in startup o come dipendenti di aziende software, e quindi escano dalla statistica dei liberi professionisti pur restando nel settore.

Gli over 55 sono il 36,2% dei liberi professionisti toscani, contro il 20,9% del 2013 (33,7% in Italia). La fascia 65-74 anni sale dal 6% al 12%, quella 55-64 anni rappresenta il 24,2%. Scende la classe 35-44 anni, dal 32,9% al 26,3%. Il report parla di silver economy: i professionisti senior sono spesso quelli con i redditi più elevati e con maggiore capacità di sostenere investimenti, il che pone interrogativi sulla tenuta futura delle professioni. Secondo Adepp l’età media crescente è “una dimensione strutturale del mercato professionale”; nel Centro-Nord circa il 10% degli iscritti attivi alle casse professionali sono pensionati che continuano a lavorare. La quota di laureati sale dal 55,3% al 62,6% (in lieve calo sul 2023). La componente femminile passa dal 29,8% al 36,5% rispetto al 2013, ma registra un lieve calo sul 2023.

Fatturato e redditi, differenze fra le categorie

Tra il 2019 e il 2023 la quota di professionisti toscani nella classe di fatturato fino a 19mila euro scende dal 26% al 19,9%, mentre aumentano le fasce da 20mila euro in su, soprattutto 20-49mila, 50-99mila e 100-199mila. Diminuiscono gli studi associati, con una polarizzazione verso quelli più strutturati e con fatturato superiore ai 200mila euro. I redditi sono più deboli. Nel 2023 il reddito medio dei professionisti toscani è di circa 37.200 euro, a metà classifica in Italia e lontano dalla Lombardia (52mila euro) e dal Trentino-Alto Adige (circa 53.700).

Le differenze tra categorie sono ampie: 20mila euro per gli infermieri, 26mila per i veterinari, 45mila per gli avvocati, 61mila per i consulenti del lavoro, 68mila per ragionieri e periti commerciali e 84mila euro per i dottori commercialisti. A livello nazionale i redditi reali medi restano di 8,5 punti percentuali sotto i valori pre-crisi del 2008. Il recupero dopo il 2020 è stato trainato dalle professioni tecniche legate all’edilizia: geometri (+82% tra il 2020 e il 2023), architetti (+81%) e ingegneri (+80%) grazie al Superbonus, un effetto che il report definisce straordinario e non strutturale. Gli avvocati italiani hanno invece perso oltre il 20% di reddito reale tra il 2007 e il 2023, mentre i commercialisti sono rimasti pressoché stabili.

A metà 2026 dinamica stabile per l’occupazione in Toscana

L’approfondimento Irpet accompagna la nota Flash Lavoro secondo cui in Toscana il mercato del lavoro resta sostanzialmente stabile nel secondo trimestre 2026, con 242.000 avviamenti, in calo dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel primo semestre gli avviamenti sono stati 452.000, in linea con l’anno precedente (+0,2%). Gli addetti dipendenti sono aumentati dell’1,1%, circa 15mila in più, rispetto allo stesso periodo 2025. L’occupazione complessiva è in calo dello 0,2%, mentre il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni è passato dal 71,7% al 71,6%. I disoccupati sono aumentati da 72.000 a 78.000 (+9,4%) e il tasso di disoccupazione è salito dal 4,2% al 4,4%.

Prosegue la crescita del lavoro stabile, con dipendenti a tempo indeterminato e apprendisti in aumento del 2%, pari a circa 22.000 unità. I dipendenti a termine sono invece diminuiti del 2,4%. Per settore, gli addetti dipendenti crescono nelle costruzioni (+1,7%), nel terziario (+1,3%) e nell’agricoltura (+0,7%). L’industria registra una variazione ancor più contenuta (+0,4%). Sono diminuiti i nuovi rapporti a tempo indeterminato (-4,1%), l’apprendistato (-6,5%) e il tempo determinato (-2,6%). Sono aumentati i contratti di somministrazione (+8%), il lavoro intermittente (+7,7%), le collaborazioni (+14,3%) e i tirocini (+17,6%). Le trasformazioni di contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato sono state 14.035, il 2,7% in più.

Autore:

Leonardo Testai

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Lavoro & Competenze

07 ottobre 2026

Sostenibilità ambientale, aperte le iscrizioni al master Geca della Scuola Sant’Anna

Leggi tutto
Lavoro & Competenze

06 ottobre 2026

SSATI, otto borse di studio da 2.500 euro e un laboratorio sull’intelligenza artificiale

Leggi tutto
Scuola

05 ottobre 2026

Settore spaziale e aeronautico, corsi gratuiti per gli studenti delle superiori toscane

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci
‌