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24 settembre 2026

Sicurezza sul lavoro, Regione Toscana e Inail rinnovano l’intesa per la prevenzione

Tra le priorità c’è l’estensione degli interventi alle Mpmi. Nascerà a Cisanello un nuovo centro di ricerca dell’istituto.

Leonardo Testai
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Rafforzare le politiche di prevenzione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso un’azione congiunta, capillare e duratura sul territorio: è l’obiettivo del nuovo protocollo d’intesa siglato oggi a Firenze tra la Regione Toscana e la Direzione regionale dell’Inail Toscana, nel quadro della strategia regionale 2026-2030 per contrastare infortuni e malattie professionali nei settori maggiormente esposti. Novità dell’intesa, la messa in comune dei dati dell’Inail con le informazioni sanitarie ed epidemiologiche raccolte dal Cerimp, il Centro regionale infortuni e malattie professionali.

Il direttore regionale dell’Inail Ciro Danieli ha inquadrato il nuovo protocollo come la naturale prosecuzione di un rapporto di lunga data tra i due enti: “Questo accordo ha l’obiettivo di dare continuità a una collaborazione che dura ormai da 15 anni, che si è consolidata e che ha l’obiettivo di fare sistema con la Regione per investire in salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, per consolidare e per incrementare ulteriormente l’impegno”. Secondo il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani “la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori è la priorità assoluta per la nostra regione”.

La firma e le iniziative sul territorio

Il protocollo elenca una serie di iniziative concrete distribuite sui diversi territori e settori produttivi della regione: la promozione della sicurezza nelle scuole attraverso la Rete Toscana delle Scuole che Promuovono Salute, le linee guida sulla sicurezza nel distretto estrattivo del marmo, un osservatorio sulla sicurezza nei porti estesa all’intera costa toscana e lo sviluppo della realtà aumentata applicata alla sicurezza nel distretto conciario di Santa Croce sull’Arno.

Danieli non ha nascosto le criticità ancora aperte: “Sebbene sia stato fatto moltissimo, c’è ancora parecchio da fare per poter invertire la tendenza del fenomeno infortunistico e di quello dei casi mortali che purtroppo quotidianamente gli organi di stampa riportano”. A margine della firma Giani ha anche offerto un’anticipazione, spiegando che sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro c’è “la prospettiva di collocare da parte di Inail, nell’ospedale di Cisanello in costruzione, un centro di ricerca che sarà profondamente importante e utile per tutta la Toscana, anche perché avrà una valenza nazionale”.

I numeri degli infortuni: Toscana meglio della media

Danieli ha fornito un quadro dettagliato dei dati infortunistici regionali, richiamando la relazione annuale al Parlamento presentata dal presidente dell’Inail pochi giorni fa. Nel 2025, in Toscana, sono state registrate più di 33mila denunce di infortunio in occasione di lavoro, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente: un andamento che si muove in controtendenza rispetto al dato nazionale, secondo quanto sottolineato dal direttore regionale. Sul fronte dei casi più gravi, nel 2025 si sono verificati 51 infortuni mortali, un dato che Danieli ha definito “un leggero miglioramento” rispetto all’anno precedente ma che resta “comunque inaccettabile”.

Guardando al 2026, Danieli ha ricordato che i dati non ancora consolidati relativi ai primi sette mesi “non indicano una vera e propria inversione di tendenza, ma piuttosto una sorta di continuità”, sottolineando come proprio in questo contesto assuma particolare rilievo il nuovo protocollo: “Dobbiamo fare ancora moltissimo insieme alla Regione, che considera questa tematica una priorità non solo per il mondo del lavoro. Questa sinergia porterà alla massima collaborazione nella programmazione per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Focus sulle micro e piccole imprese

Tra i punti che Danieli ha definito fondamentali, sia della strategia nazionale e regionale sulla sicurezza sia del protocollo appena firmato, c’è l’estensione degli interventi alle micro, piccole e medie imprese. “E’ proprio in questi settori – sostiene – che il fenomeno infortunistico è più elevato ed è più necessario un intervento di assistenza, consulenza e finanziamento per la prevenzione, in modo da mettere chi ha meno risorse nelle condizioni di affrontare tutti gli adempimenti necessari per garantire la sicurezza nei posti di lavoro”.

Questa attenzione alle imprese di dimensioni più piccole si traduce anche in un’attività diffusa di formazione. “Nei cantieri c’è una forte presenza attraverso la formazione di tutte le figure addette al servizio di prevenzione e protezione”, ha raccontato Danieli. “C’è una grande attività, soprattutto nell’edilizia – afferma -, per la formazione dei lavoratori, a cominciare dalle scuole superiori. Riteniamo infatti che tutto dipenda molto dalla diffusione della cultura della sicurezza, poiché solo attraverso la collaborazione di tutti gli attori del sistema è possibile raggiungere risultati concreti”.

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