Un’estate complessa per il turismo in Toscana, segnata dal caldo estremo e da prenotazioni sempre più a ridosso della partenza. Nonostante il meteo di luglio abbia condizionato i flussi turistici, le città d’arte tengono grazie anche alle presenze internazionali.
Nonostante il meteo non si rinuncia alla visita
Un quadro delle tendenze in atto arriva da Francesco Giannerini, presidente di Assoturismo Confesercenti Toscana: «I dati di giugno evidenziano una tendenza molto positiva nelle città d’arte, soprattutto grazie agli stranieri che hanno rappresentato circa il 70% delle presenze. Per quanto riguarda luglio, pur non disponendo ancora dei dati definitivi, le ondate di caldo dei primi giorni hanno generato un rallentamento del mercato italiano verso le mete classiche come Siena, Firenze, Pisa e Lucca».
Sul fronte internazionale, Giannerini evidenzia la tenuta del turismo europeo rispetto alle aree extra-Ue: «I turisti stranieri hanno continuato a visitare le città d’arte anche con il caldo – ricorda Giannerini – considerando che chi arriva da lontano difficilmente rinuncia a un viaggio programmato. Si registra tuttavia un rallentamento del settore extraeuropeo, in particolare da Stati Uniti e Paesi Arabi, a causa delle tensioni internazionali, mentre tiene bene il mercato europeo. Nonostante le difficoltà, le prospettive complessive per il 2026 restano ottimistiche».
Gli effetti del caldo rimandato al prossimo anno
Ad analizzare le cause del rallentamento estivo e sul cambiamento delle abitudini dei viaggiatori è anche Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana e Confturismo Toscana (il settore turismo di Confcommercio). «Il mercato straniero è rimasto su buoni livelli fino a giugno – conferma – Dalla metà di giugno e per tutto luglio si è assistito a una riduzione del mercato americano e a un freno generalizzato, superiore alle aspettative un po’ ovunque. Il tema del grande caldo ci deve far riflettere su alcune scelte dei consumatori, anche in un’ottica di valorizzazione del turismo montano».
Barbetti analizza inoltre le differenti dinamiche tra turisti italiani e stranieri: «Il cliente straniero tende a prenotare con maggior anticipo, spesso con tariffe non rimborsabili – sottolinea – ed è quindi meno influenzato dalle allerte meteo o dal caldo del momento. Gli effetti sul mercato estero potrebbero però manifestarsi con un certo ritardo: chi ha sofferto temperature proibitive quest’anno potrebbe valutare di spostare il viaggio a un’altra data o verso mete più fresche in futuro. Gli italiani, al contrario, prenotano sempre più sotto data, evidenziando una maggiore incertezza e una capacità di spesa più ridotta».
Il bilancio, anche per il presidente di Federalberghi e Confturismo, resta comunque positivo: «Possiamo essere soddisfatti, anche se l’andamento complessivo si muove a macchia di leopardo, con freno su alcune zone e tenuta su altre. Abbiamo fiducia per agosto e soprattutto per settembre e ottobre».
Firenze, pesa anche il turismo giornaliero
Stefano Rosselli, presidente della sezione turismo di Confindustria Toscana Centro e Costa, conferma la tenuta dei volumi generali pur evidenziando il cambio di tipologia di presenze: «La stagione estiva non sta andando male: i segnali negativi temuti in primavera non si sono manifestati e l’andamento ricalca più o meno quello dello scorso anno. Registriamo una tenuta per le strutture a 3 e 4 stelle, mentre si nota una leggera flessione sui 5 stelle, legata alla contrazione dei mercati americano e arabo».
Quanto al clima, Rosselli precisa: «Certo, il caldo estremo non aiuta. Ma basta passeggiare in centro a Firenze per vedere che la gente c’è. La grande affluenza che si registra nei perimetri urbani deriva però prevalentemente da un turismo giornaliero “mordi e fuggi”: crocieristi, gite in bus ed escursionisti che non soggiornano nelle strutture ricettive. Sull’occupazione delle camere siamo intorno al 70%, un dato in linea con quello dello scorso anno, o con variazioni minime».
Siena, soffre la concorrenza della costa
Se Firenze sorride, Siena tiene ma con il freno a mano tirato. Rossella Lezzi, presidente di Federalberghi Siena, traccia un quadro articolato, confermando che «l’occupazione alberghiera nel mese di luglio si presenta a macchia di leopardo». Le strutture ricettive del centro storico – analizza la presidente – stanno soffrendo maggiormente, con tassi di occupazione compresi tra il 40% e il 50%. Le realtà dotate di spazi verdi, piscine o spa, invece, raggiungono l’80%».
Se il settore luxury potrebbe aiutare, secondo Lezzi il turismo soffre anche la concorrenza internazionale: «Siamo tornati a una stagionalità pre-Covid. Mete estere particolarmente aggressive sul piano della promozione turistica, come Grecia, Croazia e Albania, hanno sottratto quote di mercato. Inoltre, si risente del fatto che anche la costa toscana sia diventata punto d’arrivo diretto, mentre prima le città d’arte rappresentavano la tappa obbligata di passaggio».
Carlo Pellegrino