Saltato l’emendamento alla seconda variazione di bilancio, approda in Consiglio regionale della Toscana prima della pausa estiva, già nella seduta di martedì 28 luglio, una proposta di legge per ritoccare verso l’alto l’ecotassa su alcune categorie di rifiuti speciali conferiti in discarica. Il provvedimento, di iniziativa della Giunta regionale, prevede un aumento delle aliquote applicate ad alcune categorie di rifiuti speciali, insieme a una restrizione delle agevolazioni tariffarie riservate agli scarti e ai sovvalli provenienti da fuori regione.
Il maggior gettito annuo complessivo atteso dalle due modifiche è stimato fino a circa 6,3 milioni di euro. Poiché l’ammontare dell’imposta è fissato con legge regionale entro il 31 luglio di ogni anno per l’anno successivo, la modifica produrrà effetti a partire dal 1 gennaio 2027, e gli stanziamenti di entrata e di spesa verranno aggiornati con la proposta di bilancio di previsione 2027-2029.
La proposta prevede tre interventi. Il primo riguarda l’aumento dell’aliquota da 15 a 21 euro a tonnellata per i rifiuti speciali non pericolosi, con l’esclusione di alcune categorie: i rifiuti inerti ammissibili al conferimento in discarica, quelli derivanti da attività estrattive o di cava (codice Cer 01), da operazioni di costruzione e demolizione (Cer 17), da processi termici (Cer 10) e dalla lavorazione idrometallurgica del rame (Cer 11 02 06).
Il secondo intervento estende lo stesso aumento, da 15 a 21 euro a tonnellata, ai rifiuti speciali pericolosi stabili e non reattivi, come definiti dall’articolo 7 quinquies, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 36/2003. Il terzo intervento riguarda gli scarti e i sovvalli prodotti dagli impianti di selezione automatica, riciclaggio o compostaggio: il tributo ridotto continuerà ad applicarsi solo a quelli di provenienza regionale, mentre i produttori di altre regioni che smaltiranno i propri rifiuti negli impianti toscani pagheranno il tributo per intero.
La relazione tecnico-finanziaria classifica la proposta nella categoria delle norme che “variano il gettito delle entrate”, senza comportare nuove spese a carico del bilancio regionale. Per quanto riguarda l’aumento di aliquota sui rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi stabili, la stima si basa sui dati del 2025: le circa 240.000 tonnellate interessate hanno generato un gettito di circa 3,6 milioni di euro con l’aliquota attuale di 15 euro a tonnellata. Applicando la nuova aliquota di 21 euro, il gettito salirebbe a circa 5 milioni di euro, con una differenza stimata di 1,4 milioni di euro.
Per gli scarti e i sovvalli, il punto di confronto è il gettito 2025 di circa 1,8 milioni di euro, generato dalle circa 620.000 tonnellate soggette all’aliquota ridotta di 3 euro a tonnellata. La stima ipotizza una ripartizione di tre quinti di provenienza regionale, che continuerebbe a beneficiare di un’aliquota ridotta di 4,20 euro a tonnellata (corrispondente al 20% della nuova aliquota piena), e due quinti di provenienza extraregionale, soggetti all’aliquota intera di 21 euro a tonnellata. In questo scenario il gettito salirebbe a circa 6,7 milioni di euro, con una differenza stimata di 4,9 milioni di euro.
Leonardo Testai