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29 settembre 2026

Elba e isole minori della Toscana, Confindustria chiede l’estensione della Zes Unica

L’associazione presenta un dossier per lo sviluppo economico: incentivi dedicati e un piano regionale fra le proposte.

Leonardo Testai
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Un dossier per lo sviluppo economico dell’Isola d’Elba e delle isole minori toscane, oltre il turismo e per un processo virtuoso di reindustrializzazione: lo ha presentato Confindustria Toscana Centro e Costa in un convegno a Portoferraio che ha riunito istituzioni, esperti del settore e imprese. Il documento, in sintesi, propone incentivi dedicati, l’estensione dei benefici della Zona economica speciale (Zes) Unica e un piano regionale per lo sviluppo industriale delle isole minori.

L’obiettivo è “mettere le nostre imprese nelle condizioni di investire, innovare e crescere”, ha dichiarato Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, che chiede di riconoscere “i reali costi dell’insularità, soprattutto quelli occulti fatti di infrastrutture inefficienti e di regole inadeguate che rappresentano le zavorre alla capacità competitiva”. Per questo “serve un’azione coordinata su più livelli – ha aggiunto il presidente della delegazione di Livorno, Giovanni Laviosa – per valorizzare le vocazioni industriali dell’isola, a partire da settori chiave come la cantieristica nautica, la portualità e la logistica“.

Un’economia sbilanciata sul turismo stagionale

L’analisi evidenzia come l’economia dell’isola toscana soffra di una marcata mono-vocazione turistica stagionale e di una progressiva contrazione dell’industria. Le attività di alloggio e ristorazione rappresentano il 22% del tessuto imprenditoriale locale, mentre il settore manifatturiero incide soltanto per il 4%, con una contrazione del 24,3% delle imprese manifatturiere negli ultimi 11 anni: le unità locali del comparto sono scese da 181 nel 2012 a 137 nel 2023. Il settore impiega solo il 4,2% degli addetti isolani, rispetto a una media del 10,3% nelle isole maggiori italiane.

Il dossier segnala inoltre un tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni fermo al 66,5% a Portoferraio e sceso al 58,4% a Marciana nel 2021, valori inferiori sia alla media toscana sia a quella della provincia di Livorno, e in linea con quelli della Sardegna, storicamente oggetto di interventi straordinari per il Mezzogiorno. Il valore aggiunto per addetto in quasi tutti i comuni dell’isola, con la sola eccezione di Portoferraio, resta inferiore ai 40mila euro, contro i 52.354 euro di Livorno. Sul piano reddituale, il gap tra Marciana, il comune meno ricco dell’isola, e Firenze supera gli 8mila euro pro capite.

Cantieristica nautica e portualità per destagionalizzare

La popolazione residente tra i 25 e i 39 anni è in costante calo: se nel 2002 rappresentava il 24,15% del totale, il valore più elevato tra i territori di confronto, nel 2025 la contrazione registrata sull’isola risulta superiore a quella di tutti gli altri territori considerati, con la sola eccezione della provincia di Livorno. La percentuale di Neet – i giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione – in fascia 15-24 anni è del 15,6% contro una media regionale dell’11,5%.

Nonostante queste criticità, secondo il dossier l’isola possiede potenzialità nel comparto della cantieristica nautica, della portualità e del turismo nautico, leve strategiche che potrebbero destagionalizzare i flussi e generare occupazione qualificata tutto l’anno, recuperando la storica cultura produttiva dell’isola in chiave innovativa e sostenibile. Un altro elemento critico riguarda la dinamica degli avviamenti al lavoro, fortemente stagionale: nel periodo 2022-2026 i contratti a tempo determinato rappresentano in media l’89,7% degli avviamenti registrati dal centro per l’impiego di Portoferraio, contro il 10,3% dei contratti stabili.

Il nodo degli incentivi, fra Zls e Zes Unica

Il documento avanza una serie di proposte operative su due livelli. A livello regionale, Confindustria chiede un piano di sviluppo industriale per le isole minori dedicato a nautica, portualità, manifattura avanzata e logistica sostenibile, incentivi specifici per imprese industriali e start-up innovative sull’Elba, una quota mirata di fondi Fesr 2021-2027 per progetti industriali sostenibili in area insulare, percorsi Fse+ per la riqualificazione dei giovani disoccupati, la verifica di modificabilità della Carta degli aiuti 2022-27 per includere l’Arcipelago tra le aree assistite, investimenti su trasporti e logistica e la prosecuzione del programma della Commissione istituzionale per la ripresa economico-sociale della Toscana costiera.

Su piano nazionale Confindustria propone l’introduzione di un “Fattore Insulare Industriale” con premialità nelle misure nazionali di incentivo, l’estensione della Zes alle isole minori con condizioni che rendano effettivo l’accesso al credito d’imposta, uno strumento dedicato analogo alla Zes Unica per compensare lo svantaggio insulare, credito agevolato e fiscalità di vantaggio per le Pmi che sviluppano filiere coerenti con il territorio, e uno snellimento autorizzativo con sportello unico digitale dedicato.

“L’insularità è uno svantaggio naturale grave”.

Corrado Neri, consigliere delegato di Confindustria Toscana Centro e Costa con delega all’economia del mare, nel suo intervento ha ricordato che l’Elba è formalmente dentro la Zls Toscana ma non beneficia in modo pieno dei sostegni agli investimenti perché non rientra tra le aree catalogate come svantaggiate dall’attuale Carta degli Aiuti di Stato, chiedendo che in vista della revisione della Carta per il periodo 2028-2034 l’insularità delle isole minori venga riconosciuta “come uno svantaggio naturale grave, strutturale e permanente”.

Neri ha inoltre sottolineato il paradosso per cui tutte le isole delle Regioni del Mezzogiorno beneficiano oggi della Zes Unica, mentre le isole minori toscane e del Centro-Nord ne restano escluse: “Un’impresa che investe a Capri – sostiene – ha accesso a tutti i vantaggi previsti dallo strumento, mentre un’impresa che investe a Portoferraio, a pochi chilometri dalla costa toscana, no. Eppure entrambe affrontano lo stesso mare, la stessa distanza dalla terraferma, la stessa dipendenza dai collegamenti marittimi, la stessa stagionalità”. Da qui la richiesta di estensione di un regime assimilabile alla Zona Economica Speciale a tutte le isole italiane, comprese quelle del Centro-Nord.

“Se a livello nazionale l’estensione piena della Zes Unica non fosse ritenuta percorribile nell’immediato, la nostra proposta è quella di attivare in tempi rapidi uno strumento dedicato di pari efficacia per la compensazione dello svantaggio insulare”, ha affermato Neri, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa annunciata dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per una legge speciale dedicata all’Isola d’Elba.

L’adesione dei Comuni e delle associazioni di categoria

La giornata si è conclusa con la formalizzazione dell’adesione all’agenda industriale di Confindustria Toscana Centro e Costa da parte dei Comuni dell’isola, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Marina di Campo, Porto Azzurro e Portoferraio, e delle principali associazioni di categoria regionali e locali, tra cui Associazione Albergatori Isola d’Elba, Assocom Elba, Cna St Isola d’Elba, Confesercenti Isola d’Elba, Federalberghi Confcommercio Isola d’Elba, Federalberghi Isole Minori e Na.Vi.go scarl. Tutte le forze politiche dell’Elba sono compatte a sostegno della piattaforma presentata da Confindustria.

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