La riforma regionale dell’Ecotassa finisce nel mirino di Palazzo Chigi: il Consiglio dei ministri ha deliberato di impugnare la legge della Regione Toscana del luglio 2026, su “Disposizioni in materia di tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi. Modifiche alla legge regionale 60/1996”. Il provvedimento di iniziativa della Giunta regionale, accolto freddamente dalle imprese, prevede un aumento delle aliquote applicate ad alcune categorie di rifiuti speciali, insieme a una restrizione delle agevolazioni tariffarie riservate agli scarti e ai sovvalli provenienti da fuori regione.
A parere del Governo alcune disposizioni della nuova legge regionale, “ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di sistema tributario e di tutela dell’ambiente, violano l’articolo 117 , secondo comma, lettere e) ed s), della Costituzione, nonché l’articolo 120, primo comma, della Costituzione, con riguardo all’ostacolo alla libera circolazione dei rifiuti tra le regioni“.
La riforma toscana approvata in Consiglio regionale ha stabilito l’aumento dell’aliquota da 15 a 21 euro a tonnellata, dal 1 gennaio 2027, per alcune categorie di rifiuti speciali non pericolosi e per i rifiuti speciali pericolosi stabili e non reattivi, mentre il tributo ridotto per gli scarti e i sovvalli prodotti dagli impianti di selezione automatica, riciclaggio o compostaggio, continuerà ad applicarsi solo a quelli di provenienza regionale, mentre i produttori di altre regioni che smaltiranno i propri rifiuti negli impianti toscani pagheranno il tributo per intero. (lt)