Courtesy: Opera di Santa Maria del Fiore, foto di Fabio Muzzi
La tutela storico-artistica di un complesso monumentale unico al mondo come quello del Duomo di Firenze deve andare di pari passo col sostegno alla comunità locale: è la strategia disegnata dall’Opera di Santa Maria del Fiore, la “fabbriceria” che tutela, promuove e valorizza quel complesso e che, accanto alla conservazione del Duomo, ha deciso da tempo di investire sul patrimonio edilizio fiorentino per sottrarlo alla speculazione immobiliare.
Diciassette immobili destinati a case e negozi
Da qui gli acquisti effettuati negli ultimi anni, come quelli di Palazzo Compagni e il recupero del Collegio Eugeniano, che permetteranno di liberare 17 immobili da destinare ad abitazioni e negozi. “Si tratta di una scelta di sostenibilità sociale ed economica – afferma il presidente dell’Opera, Luca Bagnoli, nella prefazione al Bilancio di sostenibilità 2025 appena pubblicato – con l’obiettivo di destinare tali immobili, tutti ubicati nel centro storico, a chi vive e lavora a Firenze, applicando canoni di locazione calmierati, che si attestano a circa un terzo dei valori del mercato turistico”. Ma è anche una strategia che risponde a un’esigenza economica: “La pandemia ci ha insegnato quanto sia rischioso dipendere esclusivamente dai proventi dei biglietti, soggetti a variabili imprevedibili – spiega Bagnoli -. Diversificare le entrate attraverso affitti sostenibili garantisce introiti che assicurano la continuità dei restauri e della conservazione anche nei momenti di crisi del mercato della bigliettazione”.
I visitatori paganti sono stati 1,3 milioni
Nel 2025 la crisi dei biglietti non c’è stata, e l’Opera (che ha 122 dipendenti) ha incassato 31,6 milioni di euro, che rappresentano il 90% dei suoi proventi totali. I visitatori paganti sono stati 1,3 milioni, in calo del 3% rispetto al 2024, ma i ricavi sono cresciuti grazie alla rimodulazione dei biglietti per i tour operator (è stato introdotto il “Brunelleschi Pass B2B” che costa 45 euro). In totale i visitatori ai vari monumenti del complesso museale (l’ingresso alla basilica di Santa Maria del Fiore è gratuito) sono stati 3,8 milioni.
L’indice Sroi vale 124 milioni di euro
Nel Bilancio di sostenibilità l’Opera ha deciso di calcolare il valore sociale generato dalle sue attività, con l’obiettivo di migliorare le scelte in linea con la missione istituzionale. Il metodo adottato è lo Sroi (social return on investment), che consente di analizzare la catena di impatto delle attività dell’Opera mettendo in relazione le risorse impiegate con gli output realizzati e con i cambiamenti generati. Si ottiene così una stima del valore sociale generato per ogni euro investito, pari a 3,34 (ogni euro investito ha generato 3,34 euro di impatto sociale). Il valore sociale complessivo supera 124 milioni di euro, riconducibili principalmente agli outcome di carattere culturale e sociale, primo fra tutti la salvaguardia del patrimonio storico-artistico. “Il Bilancio di sostenibilità non è per noi un semplice adempimento formale ma uno strumento di dialogo e trasparenza – afferma Lorella Pulice, responsabile Area amministrativa dell’Opera -. Curare questo patrimonio significa anche prendersi cura della comunità che lo vive. Ogni risorsa generata dai flussi turistici viene reinvestita nella conservazione dei monumenti, nell’inclusione sociale e in progetti che tutelino l’identità di Firenze e l’accoglienza dei fedeli”.
Silvia Pieraccini