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12 ottobre 2026

Lotta all’evasione fiscale, Prato terza in Italia per somme incassate grazie ai Comuni

Il rapporto della Cgia sui contributi per le segnalazioni al fisco: 17 le amministrazioni toscane che hanno collaborato.

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Prato è il terzo Comune italiano per somme incassate grazie alla collaborazione con l’Agenzia delle Entrate nel contrasto all’evasione fiscale: 170.122 euro, dietro solo a Genova (406.838) e Milano (376.490) e davanti a Torino (113.888), mentre Firenze è quinta con 105.628 euro. Lo rileva l’Ufficio studi della Cgia di Mestre nel rapporto sui contributi erogati ai Comuni nel 2025 per le segnalazioni riferite al 2024. Complessivamente i Comuni toscani presenti nella classifica sono 17 su 304 in tutta Italia, e secondo i calcoli ricavati dalla tabella della Cgia hanno incassato circa 300mila euro, pari al 12% dei 2,5 milioni di euro distribuiti a livello nazionale.

Chi incassa (e chi no) in Toscana

Dopo Prato e Firenze, che da sole pesano per oltre il 90% del totale regionale, i volumi a livello regionale scendono drasticamente. Livorno è 43/a in Italia con 9.604 euro, Siena 78/a con 3.702, Arezzo 80/a con 3.552 e Sansepolcro 98/a con 2.475 euro. Seguono Scandicci con 1.492 euro, Collesalvetti con 1.056, Pistoia con 766, Sesto Fiorentino con 640 ed Empoli con 556. Chiudono l’elenco regionale Calcinaia (190 euro) e Cascina (187), Pietrasanta (165) e Castagneto Carducci (152), e infine Lucca e Viareggio, appaiate con 82,50 euro ciascuna.

Dei dieci capoluoghi di provincia toscani, tre non risultano aver incassato nulla e quindi, secondo la Cgia, non avrebbero inviato alcuna “segnalazione qualificata” all’Agenzia delle Entrate: Grosseto, Massa e Pisa. A livello nazionale i capoluoghi senza alcun contributo sono 54. Le segnalazioni qualificate sono le comunicazioni con cui un Comune porta all’attenzione del fisco situazioni sospette di infedeltà fiscale, sulla base delle informazioni di cui dispone sul territorio. Per i tributi erariali come Irpef, Ires, Iva, imposta di registro, ipotecaria e catastale, ai Comuni spetta il 50% di quanto accertato; la quota è stata riportata al 100% da quest’anno.

Le stime della Cgia su evasione e lavoro irregolare

Il rapporto riporta anche le stime regionali sull’evasione fiscale. In Toscana nel 2023 sono stati sottratti al fisco, tra imposte e contributi, 7.287 milioni di euro: 12,7 euro evasi ogni 100 euro di gettito incassato, contro il 12,1 della media italiana e il 12,6 del Centro. L’economia non osservata vale l’11,8% del valore aggiunto regionale, rispetto all’11,3% nazionale. Più contenuti i dati sul lavoro irregolare: in Toscana gli occupati non regolari sono 141.600, con un tasso di irregolarità dell’8,2% contro il 10% nazionale. Anche l’abusivismo edilizio è tra i più bassi del Centro: nel 2022 si contavano 6,8 costruzioni abusive ogni 100 autorizzate, a fronte del 15,1 della media italiana e di punte oltre il 50 in Basilicata, Calabria e Campania.

Il quadro nazionale: due milioni e mezzo di incassi

In Italia nel 2024 i Comuni sono riusciti a far emergere circa 5 milioni di euro di evasione, e le 304 amministrazioni che si sono attivate, pari al 3,8% dei quasi 7.900 Comuni italiani, hanno incassato 2,5 milioni di euro. La Cgia stima che ogni anno in Italia sfuggano al fisco circa 107 miliardi di euro. La quota toscana delle amministrazioni che hanno collaborato, 17 su 273 Comuni, è invece del 6,2%, superiore alla media nazionale. Secondo l’Ufficio studi molti sindaci non hanno il personale con le competenze per costruire istruttorie “circostanziate” da girare all’Agenzia, e altri preferiscono concentrare le risorse sul recupero dei tributi locali come Imu e Tari, che non rientra in questo meccanismo. Il rapporto ipotizza anche una ragione politica: per molti amministratori dichiarare guerra a evasori e abusivi sarebbe un “suicidio elettorale”. (lt)

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