L’ospedale pediatrico Meyer di Firenze ha adottato il suo primo bilancio di sostenibilità, diventando la prima struttura pubblica in Toscana a rendicontare il proprio impatto ambientale, sociale ed economico. Il documento, elaborato dalla società di consulenza Deloitte, valuta la strategia dell’azienda ospedaliera universitaria sulle tematiche Esg (environmental, social and governance) per comprendere le attività svolte e l’impatto generato su pazienti, operatori, comunità e ambiente. L’ospedale ha gestito 8.901 ricoveri ordinari, 31.709 giornate di Day Hospital ed ha erogato 689.452 prestazioni ambulatoriali e di laboratorio, con un’attrazione extraregionale del 22,03%, confermando il suo ruolo di eccellenza sanitaria internazionale.
La pubblicazione del bilancio avviene nel giorno in cui Marco Carrai, presidente della Fondazione Meyer – l’ente che raccoglie fondi per sostenere ricerca, cura e innovazione dell’ospedale pediatrico – conferma l’addio alla scadenza del suo mandato. Un mandato triennale che, sotto la guida dell’imprenditore, ha visto salire fino a quasi 17 milioni di euro la raccolta, ma ha visto tensioni per gli attacchi di chi ha rimproverato a Carrai il suo ruolo di console onorario di Israele per la Toscana, in un periodo segnato dalla risposta dello stato ebraico alla strage del 7 ottobre 2023 di Hamas, risposta di cui ha fatto le spese in larga parte la popolazione civile palestinese.
I tre pilastri del bilancio
I parametri presi in esame per il bilancio di sostenibilità sono molteplici. Nell’ambito dell’environment sono stati valutati il lavoro per contrastare il cambiamento climatico e favorire l’efficientamento energetico, la gestione dei rifiuti, la tutela della biodiversità e l’utilizzo delle risorse. Sul fronte social il focus ha riguardato la formazione del personale, l’inclusione e le pari opportunità, la salute e la sicurezza sul lavoro, l’accessibilità delle prestazioni sanitarie, l’accoglienza e il supporto ai pazienti, la ricerca, l’impatto sulla comunità e il rispetto della privacy. Sul fronte della governance, infine, sono stati analizzati etica e integrità, la governance della ricerca e della gestione dei fondi e la generazione e distribuzione di valore economico.
“Questo documento non rappresenta soltanto un adempimento di rendicontazione o una raccolta di dati – osserva Paolo Marchese Morello, direttore generale uscente dell’Aou Meyer Irccs – ma nasce dal profondo desiderio di condividere con trasparenza la coerenza tra i valori etici che ci guidano ogni giorno e le decisioni strategiche che assumiamo per la tutela della persona, della comunità e dell’ambiente”. Per il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha scritto la prefazione al documento, “l’impegno del Meyer su tutti i fronti Esg – dalla transizione ecologica con il programma Meyer in Green, al costante supporto psicosociale alle famiglie e alla promozione della parità di genere – dimostra come la tutela della salute debba andare di pari passo con la cura dell’ambiente e della società”.
Meno energia consumata, più raccolta differenziata
Nel 2025 il Meyer ha ridotto del 4,4% i consumi energetici complessivi, con una contrazione di quasi il 12% dei consumi di gas naturale grazie a continui interventi di efficientamento. Dal 2024 al 2025 è stata ridotta del 12% l’emissione diretta di gas serra, del 19% l’emissione derivante dal consumo di energia elettrica, calore e vapore e del 15% di emissioni derivanti dall’energia acquistata basandosi sulle scelte contrattuali dell’azienda. E’ stata avviata la transizione verso le energie rinnovabili attraverso la progettazione di un nuovo impianto fotovoltaico di futura installazione da 2 MW sul parcheggio aziendale, capace di coprire circa il 40% del fabbisogno elettrico diurno, e l’adozione della geotermia per il Family Center. Anche la progressiva transizione a illuminazione Led ha consentito di ridurre i consumi fino al 70-80% rispetto alle tecnologie tradizionali.
Nel 2024 la quota di rifiuti di carta e cartone correttamente differenziata si è attestata al 98%, salita al 99% nel 2025, mentre la plastica è passata dal 67% al 70% nello stesso periodo. Secondo le stime, il patrimonio arboreo del Meyer produce annualmente 50 tonnellate di ossigeno. Il parco ha un potenziale di stoccaggio pari a circa 880 tonnellate di CO2, mentre il potenziale annuale di assimilazione si aggira intorno alle 70 tonnellate, il che significa sostanzialmente annullare l’inquinamento prodotto da 52 auto.
L’investimento sul capitale umano
Al Meyer lavorano 1.336 persone (+5,8% rispetto al 2024): la maggior parte di questi (il 96%) ha un contratto a tempo indeterminato. Preponderante è la componente femminile (78%). Nel corso del 2025 l’Aou Meyer ha registrato 127 nuove assunzioni, con un tasso di turnover del 4%, indicativo di una stabilità occupazionale complessivamente positiva.
Con 39 ore di lezioni e corsi erogati a ogni dipendente, il Meyer ha investito in modo sostanziale sulla formazione. Al Meyer esiste la possibilità di utilizzare lo smart working; sono state attivate convenzioni con asili nido, servizi di trasporto pubblico e parcheggi per mitigare gli effetti del caro-vita di una città come Firenze; sono stati individuati spazi, come al Meyer Health Campus, dedicati alla socializzazione e all’ascolto psicologico. A breve è prevista l’apertura di uno sportello per i diritti dei dipendenti ed è stato creato un Gruppo di lavoro multidisciplinare aziendale permanente dedicato alla prevenzione e gestione della violenza contro gli operatori e alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato. Nel 2022 è stato adottato il Gender Equality Plan, un programma coerente di azioni e politiche volte a promuovere l’inclusione e la parità di genere a tutti i livelli organizzativi.
“Con me gli oppositori hanno passato il limite”
Scaduto il mandato triennale di Carrai, la Fondazione Meyer avrà bisogno di un nuovo presidente: “Guai a parlare di rimozione, perché l’apprezzamento per il mandato di Marco Carrai è un apprezzamento pieno”, ha detto Giani, secondo cui però “oggi questa rotazione di incarichi avviene per Marco Carrai, domani avverrà per chi viene dopo di lui”, perché “per gli incarichi di questa natura ci deve essere una circolarità”. Per la successione si è fatto il nome di Luigi Salvadori, già presidente della Fondazione Cr Firenze e prima ancora di Confindustria Firenze. “Io non l’ho fatto, e dico che è ancora presto”, ha precisato Giani.
“C’è un limite oltre il quale l’avversario non può diventare il nemico“, ha affermato Carrai, secondo cui tale limite “serve a proteggere la politica stessa dalle degenerazioni: nel caso dei miei contestatori politici quel limite è stato oltrepassato“. Tra manifesti, volantini e prese di posizione, ha attaccato il presidente uscente della fondazione, “le difficoltà maggiori sono state quelle che io e la mia famiglia siamo stati costretti a vivere”, perché “la mia faccia grondante di sangue, con scritto ‘criminale di guerra’, ‘ricercato’, era su tutti i muri di Firenze e non solo. Pensate ai miei bambini di 9, 8, e 5 anni che giravano per Firenze, vedevano le foto del loro papà con le mani e il viso grondante di sangue, dove c’era scritto ‘genocida di guerra’, ‘morte a Carrai'”.
Leonardo Testai