Un nuovo stabilimento produttivo sta per nascere all’interporto di Livorno, in un settore innovativo e ad alte potenzialità di crescita. A realizzarlo sarà la società BeDimensional, scale-up (cioè un’impresa innovativa che, superata la fase di avvio, ha validato il proprio modello di business e punta a una rapida crescita) fondata a Genova nel 2016 da tre ricercatori dell’Istituto Italiano di tecnologia (Itt), Vittorio Pellegrini, Francesco Bonaccorso e Andrea Gamucci col focus sui materiali bidimensionali.
Materiali strategici per l’industria e l’energia
A Livorno BeDimensional produrrà proprio cristalli bidimensionali, in particolare grafene e nitruro di boro che – secondo i soci – hanno le potenzialità per diventare materiali strategici per l’industria, l’energia, l’elettronica e i settori avanzati, al punto da poter “rivoluzionare” il mercato. Dopo una fase di ricerca e sperimentazione durata sei anni, e dopo aver realizzato un impianto di piccola taglia a Genova servito per validare la tecnologia di produzione del grafene e del nitruro di boro, già ‘testati’ dai primi clienti, la società è pronta alla sfida industriale.

Dalla R&S alla produzione su larga scala
“Ora siamo pronti per produrre questi materiali su larga scala e a costi competitivi a Livorno”, spiegano gli scienziati-imprenditori che oggi, giovedì 23 aprile, hanno presentato il progetto alle istituzioni locali e firmato un protocollo d’intesa con Regione Toscana e Comune di Collesalvetti (in cui si trova lo stabilimento). “Abbiamo scelto di insediarci in Toscana, prendendo in affitto un capannone di settemila metri quadrati all’interporto di Livorno – dice il ceo di BeDimensional, Vittorio Pellegrini – perché qui abbiamo trovato condizioni favorevoli dal punto di vista logistico, supporto da parte delle istituzioni e presenza di competenze ingegneristiche nelle Università di Pisa e Firenze e nella Scuola superiore Sant’Anna”.
La Regione “accompagna” la produzione industriale avanzata
Secondo il presidente regionale Eugenio Giani, “la Regione accompagna questi percorsi perché la competitività del nostro territorio passa da realtà capaci di trasformare ricerca e know-how in produzione industriale avanzata, mantenendo in Toscana valore, competenze e sviluppo di lungo periodo”.
Investimento di 30 milioni di euro
Lo stabilimento industriale non produrrà emissioni (è a ciclo chiuso) e richiederà, nella prima fase, un investimento di oltre 30 milioni di euro, finanziato in gran parte (20 milioni) dalla Banca europea degli investimenti, che ha valutato il progetto importante per rendere l’Europa indipendente dagli approvvigionamenti di materie prime. Il resto delle risorse arriverà da un fondo d’investimento di Cassa depositi e prestiti; da Eni Next, società di corporate venture capital del gruppo Eni che investe in startup innovative; da Nova Capital, holding di investimento della famiglia Merloni; dal fondo Eureka e da un’azienda milanese di ingegneria. E’ aperto il dialogo con Invitalia che gestisce gli incentivi per le aree di crisi industriale complessa come Livorno.
La produzione partirà all’inizio del 2028
“Avvieremo la produzione all’inizio del 2028 – spiega il ceo – con una ventina di addetti iniziali tra ingegneri, tecnici di produzione e operai. Ma è solo il primo passo perché l’investimento è modulare e può essere moltiplicato: il nostro obiettivo è diventare una mid-cap con un fatturato di qualche centinaio di milioni di euro entro il 2030-2033”. Le prospettive sono legate alle applicazioni del grafene, prodotto sotto forma di polvere nera (foglio di atomi di carbonio ottenuto dalla grafite), e del nitruro di boro (polvere bianca, è prodotta in maniera sintetica), materiali che possono servire per aumentare l’efficienza delle batterie elettriche, per sostituire i metalli pesanti nei lubrificanti o il cromo nella concia delle pelli, per realizzare vernici che riscaldano l’ambiente, per migliorare la consistenza di rossetti e fondotinta o fare tessuti intelligenti.
Grandi rischi, grande innovazione
“Siamo consci di avviare un progetto estremamente rischioso – conclude il ceo di BeDimensional – ma anche estremamente innovativo. Il mercato è solo all’inizio. In Italia non esistono impianti di questo tipo, in Europa ci sono aziende focalizzate sul grafene in Inghilterra, e fuori dall’Europa in Usa e Canada. Ma la nostra tecnologia, brevettata e validata, apre una nuova fase”.
Silvia Pieraccini