La sede della Amom a Civitella Valdichiana
Stop ai licenziamenti forzosi e apertura di un percorso per la reindustrializzazione del sito produttivo. È questo il risultato dell’accordo raggiunto al tavolo regionale sulla vertenza Amom, l’azienda specializzata negli accessori per l’alta moda con sede a Civitella Valdichiana, 70 dipendenti, controllata dalla multinazionale Oerlikon.
L’intesa, convocata dal consigliere regionale per le crisi aziendali Valerio Fabiani, arriva dopo settimane di incertezza seguite all’annuncio della messa in liquidazione della società e del rischio di esuberi. Il nuovo accordo mette nero su bianco le misure per la gestione della fase di crisi e per la tutela occupazionale.
Solo su base volontaria e incentivata
Il punto centrale riguarda il superamento dei licenziamenti forzosi: l’uscita dei lavoratori avverrà esclusivamente su base volontaria e incentivata, accompagnata da ammortizzatori sociali per un periodo fino a 12 mesi. Una soluzione che consente di guadagnare tempo per individuare nuove prospettive industriali per il sito.
«Non ci saranno licenziamenti forzosi ma soltanto uscite volontarie e incentivate», ha spiegato Fabiani, sottolineando come l’accordo sia stato costruito per tutelare i lavoratori e allo stesso tempo favorire le possibilità di rilancio produttivo.
Gli accordi sottoscritti sono due. Il primo disciplina le modalità di uscita volontaria dei dipendenti con il supporto degli ammortizzatori sociali. Il secondo, più strategico, è un accordo quadro finalizzato a sostenere sia la reindustrializzazione dell’area sia la ricollocazione dei lavoratori.
Incentivi alle aziende che assumono il personale in uscita
In questo ambito sono previste misure economiche a favore delle aziende che decideranno di assumere il personale proveniente da Amom. Accanto alla dote privata messa a disposizione dall’azienda, la Regione Toscana attiverà incentivi pubblici per favorire le assunzioni e percorsi di formazione dedicati ai lavoratori coinvolti.
L’intesa è stata sottoscritta da tutti i soggetti presenti al tavolo istituzionale, inclusi il Comune di Civitella Valdichiana, le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici e l’azienda, assistita da Confindustria.
Resta ora aperta la partita della reindustrializzazione. Per tutta la durata degli ammortizzatori sociali, l’azienda si è impegnata a proseguire la ricerca di possibili investitori interessati a rilevare o rilanciare l’attività produttiva.
L’obiettivo condiviso è evitare la perdita definitiva di un presidio industriale nel territorio aretino e salvaguardare competenze e occupazione in una filiera, quella della moda, strategica per l’economia regionale. (em)