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24 giugno 2026

Acqua & Sapone di Piancastagnaio, passi avanti al tavolo regionale: tre aziende interessate

Si lavora anche su ricollocazione, pensione anticipata, presidio ad Abbadia San Salvatore e incentivo all’uscita.

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Un segnale positivo, non ancora una risposta definitiva: il tavolo regionale convocato oggi a Firenze da Valerio Fabiani, consigliere per il lavoro e le crisi aziendali del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, ha segnato un passo in avanti nella vertenza che riguarda i 56 lavoratori del magazzino logistico Cesar Spa – ex Logimer, brand Acqua & Sapone – di Piancastagnaio, messo a rischio dalla decisione aziendale di chiudere il sito ed esternalizzare le attività. Il prossimo appuntamento è fissato per il 6 luglio. Per tutta la durata dell’incontro le maestranze, in sciopero, hanno tenuto un presidio in piazza Duomo.

Lo scouting della Regione: tre aziende interessate

Al tavolo, con azienda, organizzazioni sindacali, Rsu interna, il sindaco di Piancastagnaio Franco Capocchi e la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, è emerso il frutto dell’attività di scouting condotta dalla Regione Toscana: tre soggetti hanno manifestato interesse per la reindustrializzazione del sito. “Nel nuovo appuntamento del tavolo regionale di salvaguardia – ha spiegato Fabiani – sono stati condivisi significativi passi in avanti, a seguito dello scouting condotto dalla Regione che ha fatto emergere l’interessamento di tre soggetti; adesso è in corso un passaggio di testimone da parte della Regione all’azienda, che sta appunto incontrando questi soggetti cominciando a discutere nel merito”.

Più opzioni per i lavoratori

Il consigliere ha illustrato un ventaglio di possibili uscite dalla vertenza. “Si sta discutendo di un progetto che consta di più possibili soluzioni per consentire ai lavoratori di aderire in libertà alle possibilità che si prospetteranno”, ha detto Fabiani, indicando quattro percorsi: ricollocazione interna presso i negozi di Acqua & Sapone; integrazione economica da parte di Cesar per i lavoratori più prossimi ai requisiti pensionistici; mantenimento di una parte dei dipendenti amministrativi presso il presidio di Abbadia San Salvatore; incentivo all’uscita volontaria. A queste si aggiunge la prospettiva della reindustrializzazione tramite il passaggio di mano a uno dei tre soggetti individuati dallo scouting.

La vertenza va avanti da mesi. Filcams Cgil Siena, Fisascat Cisl Siena e Uiltucs Toscana Area Siena contestano una scelta industriale effettuata in assenza di una reale crisi aziendale e chiedono garanzie concrete per l’occupazione in un’area interna come quella amiatina. Scioperi e presidi hanno già spinto l’azienda a riprendere parzialmente l’attività, prorogare l’affitto del sito e proporre una dote a chi intende reindustrializzarlo. “Essere arrivati fin qui considerando le condizioni di partenza non era affatto scontato”, ha riconosciuto Fabiani, lasciando aperta la porta a una soluzione complessiva da costruire entro il prossimo appuntamento. (lt)

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