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05 marzo 2026

Dal podere in Maremma allo scontro con Trump: la storia toscana di Amodei, capo di Anthropic

Il padre Riccardo faceva il pellettiere a Massa Marittima, poi emigrò negli Usa. Dario e la sorella Daniela Amodei per una visione etica dell’AI.

Carlo Pellegrino
Dario Amodei, fondatore di Anthropic e cultore dell'intelligenza artificiale "etica"

Dario Amodei, fondatore di Anthropic e cultore dell'intelligenza artificiale "etica"

L’intelligenza artificiale, da giorni, è uno degli argomenti più dibattuti a Massa Marittima. Perché nel borgo maremmano, negli anni Settanta, lavorava come artigiano della pelle Riccardo Amodei, figlio di una coppia che una decina di anni prima era emigrata dal Trentino e che si era stabilita in una casa poderale tra Massa Marittima e Follonica. Una delle tante famiglie del Triveneto che erano giunte in Maremma a seguito della bonifica.

Quando il destino decide che due persone si debbano incontrare succede nei modi più inaspettati: così Riccardo conosce Elena Engel, una giovanissima americana che aveva scelto l’Italia per vivere. I due si innamorano, si sposano e poco dopo s’imbarcano su un volo per la California, dove metteranno su famiglia. Nel 1983 nasce Dario, quattro anni dopo Daniela. Dario e Daniela Amodei, figli di Riccardo, sono cittadini americani, ma il nome non inganna: nel dna ci sono l’Italia e Massa Marittima. Oggi conosciuti in tutto il mondo per essere i fondatori di Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale che sta sfidando Donald Trump e che con il programma Claude è una delle tre AI più importanti al mondo insieme a Gemini (Google) e ChapGpt (OpenAi).

Daniela Amodei, sorella di Dario e cofondatrice di Anthropic

Il legame con Massa Marittima e l’Italia

“A Massa Marittima ci siamo dovuti tutti appassionare al tema dell’intelligenza artificiale”, sorride la sindaca Irene Marconi. Troppo giovane per ricordarsi degli Amodei (quando Riccardo lasciò la Maremma lei non era ancora nata), ma che negli ultimi giorni ha dovuto rispondere a tanti giornalisti che le chiedevano di Anthropic: “Stiamo seguendo questa vicenda con interesse e curiosità. E ovviamente ci fa piacere che il nome della nostra città sia legato a due ricercatori così importanti”. In effetti Dario e Daniela Amodei possono essere considerati due luminari dell’intelligenza artificiale.

La bellissima piazza Garibaldi, icona di Massa Marittima

A San Francisco, dove tutto è cominciato

Fondata nel 2021 a San Francisco, Anthropic nasce proprio dall’iniziativa dei fratelli Amodei insieme ad altri ricercatori che avevano lavorato nei laboratori più avanzati della Silicon Valley. Dopo anni passati a studiare i modelli di intelligenza artificiale e a contribuire allo sviluppo delle tecnologie alla base dei moderni chatbot, i due fratelli decisero di creare una nuova azienda con un obiettivo preciso: costruire sistemi di AI sempre più potenti ma anche più controllabili e sicuri.

La filosofia di Anthropic si basa infatti sull’idea che l’intelligenza artificiale, diventando sempre più capace, debba essere progettata con grande attenzione alle conseguenze sociali e politiche. Per questo l’azienda ha investito molto nello studio della sicurezza dei modelli e nello sviluppo di regole che ne limitino gli utilizzi più pericolosi. Il prodotto più noto della società è Claude, un assistente digitale capace di scrivere testi, analizzare documenti e dialogare con gli utenti, diventato in pochi anni uno dei principali concorrenti dei sistemi sviluppati dalle altre grandi aziende tecnologiche. In breve tempo Anthropic è cresciuta rapidamente, attirando miliardi di dollari di investimenti e stringendo collaborazioni con colossi della tecnologia.

I limiti etici dell’AI e i problemi con il Pentagono

Ma proprio il suo approccio prudente all’uso dell’intelligenza artificiale l’ha portata negli ultimi mesi al centro di uno scontro politico e istituzionale negli Stati Uniti. Il nodo riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito militare. Il Pentagono da tempo utilizza strumenti basati su AI per analizzare grandi quantità di dati, migliorare la difesa informatica e supportare le operazioni militari. In alcune di queste attività era stato impiegato anche il sistema Claude sviluppato da Anthropic. Tuttavia l’azienda ha posto alcuni limiti molto chiari: niente utilizzo per sistemi di sorveglianza di massa sui cittadini e nessun impiego in armi completamente autonome, cioè capaci di decidere da sole quando colpire.

Queste restrizioni hanno aperto un duro braccio di ferro con l’amministrazione di Donald Trump e con il Dipartimento della Difesa. Secondo il governo americano, in situazioni di sicurezza nazionale l’esercito dovrebbe poter usare la tecnologia senza vincoli troppo rigidi. Anthropic invece ha ribadito più volte che non avrebbe modificato le proprie regole etiche.

L’ira di Trump e la resistenza di Amodei

Lo scontro è arrivato fino alla Casa Bianca. Il presidente Donald Trump ha ordinato alle agenzie federali di interrompere progressivamente l’uso delle tecnologie dell’azienda, mentre il Pentagono ha minacciato di escluderla dai contratti militari e dai progetti di difesa. La decisione è arrivata dopo settimane di trattative fallite sul modo in cui l’intelligenza artificiale potrebbe essere impiegata nei sistemi militari.

Anthropic ha risposto difendendo la propria posizione: l’azienda sostiene di essere favorevole all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la sicurezza nazionale, ad esempio nella difesa informatica o nella protezione dei sistemi missilistici, ma non vuole che i suoi modelli vengano usati per controllare la popolazione o per sviluppare armi completamente autonome. Una linea che ha aperto un dibattito molto più ampio sul rapporto tra tecnologia, democrazia e guerra nell’era dell’intelligenza artificiale. Così, mentre la competizione globale sull’AI diventa sempre più intensa, i fratelli Amodei si sono ritrovati al centro di una delle discussioni più delicate del nostro tempo: chi deve decidere come usare le macchine intelligenti e quali limiti non devono essere superati, proprio mentre il mondo brucia sotto le bombe.

La sindaca: sarebbe un onore accoglierli qui

Chissà se in questa situazione così complessa, tra un impegno e l’altro, a Dario e Daniela Amodei capiterà di concedersi una vacanza in Maremma, magari disintossicandosi nel borgo che ospitò la bottega del padre. “Questo noi non possiamo saperlo – afferma la sindaca Marconi – ma certamente, qualora visitassero Massa Marittima, sarebbe un onore accoglierli e raccontare la loro storia”. Riallacciando quel legame con la terra d’origine del padre, in cui oggi – grazie a loro – tutti si sentono un po’ coinvolti nella sfida globale dell’intelligenza artificiale.

Irene Marconi, sindaca di Massa Marittima
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Carlo Pellegrino

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