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05 marzo 2026

Il prezzo del gasolio alle stelle, autotrasportatori sotto pressione

Cna Fita Toscana denuncia un’ondata di rincari non giustificati: “I depositi di carburante sono stati riempiti settimane fa”.

Rifornimento di carburante di un autoarticolato

Rifornimento di carburante di un autoarticolato

L’escalation del conflitto in Iran sta già producendo effetti sui costi del carburante e preoccupa il settore del trasporto merci e passeggeri in Toscana. Nel giro di pochi giorni si è registrata un’ondata di rincari che per le imprese dell’autotrasporto significa migliaia di euro di costi aggiuntivi per i mezzi pesanti. Per questo Cna Fita Toscana chiede al Governo l’introduzione urgente di un credito d’imposta straordinario a sostegno delle imprese del settore.

La proposta punta a garantire un aiuto diretto e immediato a tutte le aziende, indipendentemente dalla classe ambientale dei veicoli o dalla massa, estendendo il beneficio non solo al gasolio ma anche ad AdBlue e gas per autotrazione. Le risorse potrebbero arrivare dall’extragettito Iva, da redistribuire nel breve periodo per contenere i prezzi alla pompa.

Portolano (Cna): aumenti non giustificati

Secondo l’associazione, inoltre, gli attuali aumenti non sarebbero giustificati dai costi reali della filiera. «È evidente che ci troviamo di fronte a una speculazione legata allo scenario internazionale che si è creato in questi giorni – afferma il presidente di Fita Trasporto Merci Cna Toscana, Mirko Portolano –. I depositi di carburante da cui si riforniscono oggi i distributori sono stati riempiti settimane fa e per questo la giustificazione dei rincari immediati non regge».

Portolano parla di crescente malcontento tra gli operatori del settore: «Sto ricevendo segnalazioni da tutti i territori di trasportatori esasperati e arrabbiati. Chiediamo al Governo di intervenire per evitare manovre speculative da parte dei grandi gruppi che gestiscono questo business». Da qui anche la richiesta di un sistema di monitoraggio sui prezzi: «Serve un organismo di controllo o una delega ministeriale che verifichi l’andamento dei prezzi. Non dimentichiamoci che dopo i trasportatori i rincari arriveranno inevitabilmente alle famiglie, alimentando l’inflazione».

Il problema del rimborso accise

Cna Fita evidenzia inoltre le criticità del sistema di rimborso delle accise per i veicoli sopra le 7,5 tonnellate, richiesto trimestralmente e incassato solo mesi dopo. Con un aumento di 20 centesimi al litro, un’impresa che percorre 100mila chilometri l’anno deve anticipare circa 6mila euro per ogni camion. Per questo l’associazione chiede da tempo la compensazione automatica del credito al momento della richiesta. Preoccupazione anche nel comparto Ncc bus. «Con il nuovo conflitto siamo costretti ancora una volta a fare i conti con l’aumento del costo del gasolio – spiega il presidente regionale Pasquale Scalesia – Per noi arriva in un momento delicatissimo, quando la stagione turistica è già partita e i contratti di trasporto sono stati già definiti».

«L’aumento del gasolio ci mette in seria difficoltà – conclude – e chiediamo allo Stato interventi su Iva e accise per poter portare avanti la stagione turistica e tutelare il nostro lavoro». Secondo Cna Fita, senza misure rapide i rincari rischiano di trasferirsi lungo tutta la filiera, con effetti diretti anche sui prezzi al consumo e sull’inflazione. (em)

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