19 maggio 2026

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
menu
cerca
Cerca
Territorio

19 maggio 2026

Darsena Europa, il pressing di Salvetti: “Noi al fianco del commissario ma ora deve accelerare”   

Intervista al sindaco di Livorno: “Niente primi e secondi lotti, l’opera va messa a bando nella sua interezza. L’industria qui va meglio che altrove”.

Cristiano Meoni
Luca Salvetti, sindaco di Livorno, durante la prima edizione della Biennale del Mare

Luca Salvetti, sindaco di Livorno, durante la prima edizione della Biennale del Mare

Ancora tre anni da sindaco, anche se c’è chi lo vorrebbe candidare al Parlamento l’anno prossimo. “Ma io, come ho detto più volte, ho un patto con i cittadini fino al 2029”. Luca Salvetti vuole terminare il lavoro per disegnare la “sua” Livorno: “Una città che meno di altre sente la crisi industriale, più vivibile, più pulita. E con una grande chance di sviluppo da giocare: la Darsena Europa. Ora che il nuovo commissario è in carica però serve un’accelerata”.

Livorno non se la passa benissimo quanto al lavoro, secondo l’ultima indagine dell’Ires Cgil: più cassa integrazione, più lavoro scadente, meno lavoro di qualità. Ma lei ha obiettato che quel dato è provinciale, non cittadino, molto influenzato dalle crisi in atto a Piombino. 

“Lo è storicamente, perché Piombino è da anni che ha una situazione lavorativa molto complicata. Nel passato anche Livorno ha avuto molte crisi aziendali, ma in questo momento non ce n’è una, a parte quella di Konnecta che però ha problemi derivanti da una gestione internazionale. Tutti i settori regalano segnali incoraggianti e positivi”. 

La sua controanalisi è: la blue economy tira, il commercio e il turismo fanno crescere il Pil, la chimica registra un nuovo stabilimento Solvay in porto. Non è troppo ottimistica? L’unica preoccupazione è davvero l’automotive?  

“L’automotive è sotto pressione per le dinamiche internazionali. Ma anche qui noto un elemento di positività: mentre prima c’erano chiusure improvvise e non annunciate, adesso arrivano segnali di crisi che però sono governati dalle istituzioni. Il caso di Pierburg ne è l’esempio più lampante”. 

Pierburg dovrebbe continuare a occuparsi di difesa, che è l’attività del suo attuale proprietario Rheinmetall? La difesa che è un settore non certamente in difficoltà… 

“Sulla difesa c’è una difficoltà nel ragionarne in maniera non ideologica. La mia prima preoccupazione da sindaco è il lavoro della gente e il sostegno delle famiglie: noi dobbiamo partire da questo elemento prima di fare altre legittime riflessioni. Anch’io desidererei che le aziende del comparto difesa producessero ricchezza e lavoro facendo altro, ma la realtà è diversa. Troviamo il giusto equilibrio tra valori per me imprescindibili (come la pace) e garanzie occupazionali”. 

Veniamo al progetto che può cambiare il futuro della città: la Darsena Europa. Oggi qual è il principale rischio concreto che potrebbe rallentarla o ridimensionarla?  

“Abbiamo fatto grandi progressi: prima il dubbio era “se” farla e “come” farla; adesso la Darsena Europa è in corso di realizzazione e indietro non si torna.  Il punto centrale è trovare il percorso giusto per dare riscontro all’interesse dei grandi gruppi mondiali a investire a Livorno. La priorità è la realizzazione veloce della seconda vasca di colmata e dei collegamenti a terra”. 

Luca Salvetti in porto a Livorno con il viceministro alle infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi

Perché lei e il Pd avete preso posizione contro la nomina del prefetto Giancarlo Dionisi a commissario della Darsena Europa? E cosa chiedete a Dionisi, ora che la nomina è effettiva?  

“Non c’è una questione personale, anche se col prefetto ho avuto più di un confronto acceso. È una questione di principio. Negli altri grandi porti dove ci sono grandi opere il commissario è sempre stato il presidente dell’Autorità di Sistema ed era così anche a Livorno. Il governo ha voluto cambiare, e questo è legittimo. Ma il Pd e il sottoscritto non hanno condiviso questa scelta. Però bisogna essere pragmatici: siccome la scelta c’è stata, saremo a fianco del commissario perché faccia quello che deve fare nel minor tempo possibile”. 

È vero che mancano ancora i progetti per realizzare i collegamenti infrastrutturali della Darsena Europa? 

“Sì, è emerso nella Cabina di regia convocata dal prefetto ormai sei mesi fa e in quell’occasione Dionisi disse che ci avrebbe pensato lui. Sono passati sei mesi e ora lo ribadisce: “mancano i progetti, ci penso io”. Abbiamo perso sei mesi? Non lo so. Allora ci fu detto che in pochi mesi i progetti sarebbero stati pronti”.

Il rendering del progetto della Darsena Europa a Livorno

 

Teme che ulteriori ritardi possano allontanare i possibili investitori?  

“Il rischio c’è ma anche la consapevolezza che se il commissario fa un bel lavoro di rassicurazione corredato da avanzamenti dell’iter concreti gli investitori saranno pronti a costruire la loro proposta complessiva. Mi faccia dire un’altra cosa: resto assolutamente convinto che la Darsena Europa debba andare a bando nella sua interezza, senza primi e secondi lotti.” 

In Italia manca la capacità di raffinazione, un deficit reso evidente dallo choc energetico in corso con la guerra in Iran. A Stagno c’è una raffineria ma è stato deciso di riconvertirla a biocarburanti. E’ stata una scelta giusta? 

“Giustissima. Una scelta che ci ha consentito di salvare la grande fabbrica. Ricordo che quando sono diventato sindaco, nel 2019, l’Eni voleva chiuderla. Il 30 dicembre 2020 Eugenio Giani venne a prendermi e andammo a Roma a parlare coi vertici Eni. Da quell’incontro è nata l’idea di farne la terza bioraffineria d’Italia doppo Porto Marghera e Gela. Un progetto che è una garanzia di tenuta occupazionale e di sostenibilità ambientale”. 

Fumi navali nel quartiere Venezia: Livorno sta pagando un prezzo ambientale troppo alto per lo sviluppo del porto? Qual è il punto di equilibrio? 

“Il porto di Livorno è dentro un sistema nazionale che andrebbe regolato secondo linee di sostenibilità ambientale, ma al momento ciò non avviene. Non è che può legiferare Livorno… In questa città già si è fatto molto. Cinque azioni concrete: blue agreement, ordinanza per lo switch in porto a un tenore di zolfo inferiore, centraline messe dal Comune provvisoriamente per valutare l’impatto delle navi, una centralina fissa installata adesso. Aggiungo il lavoro avviato insieme alle altre istituzioni per un monitoraggio più attento e moderno, con utilizzo di droni come proposto dalla Capitaneria di porto”. 

La Biennale del Mare è uno dei progetti più identitari della sua amministrazione. I detrattori dicono che è solo un’operazione di facciata.  

“Respingo questa lettura. Volevo che emergesse la vera cifra della città. Livorno non è una città “sul” mare ma “di mare”, profondamente legata alla presenza del mare. Un elemento identitario che la Biennale rafforza. E’ servita a farci conoscere fuori, la commissaria Ue per il Mediterraneo Dubravka Suica ha voluto essere coinvolta. L’anno prossimo la seconda edizione sarà ancora più bella. Tutti vogliono esserci”. 

Che tipo di lavoro immagina per un giovane livornese tra dieci o quindici anni? La città sta creando occupazione qualificata oppure continua a perdere talenti, come denota il tasso di occupati laureati che a Livorno è basso? 

“È stato così, forse lo è ancora, ma vogliamo dare un’opportunità ai giovani, anche perché – e la tendenza è mondiale – con le nuove modalità di lavoro in remoto si può scegliere dove lavorare. E Livorno qui può giocarsi bene la sua qualità della vita. Stiamo investendo sugli Hangar Creativi, dove ci sono già un coworking e servizi dedicati ai giovani e alle giovani imprese. Il mio auspicio è che i talenti seguano il loro percorso di vita ma lo facciano a Livorno”. 

Se dovesse descrivere con una sola immagine la Livorno che vuole lasciare alla fine di questa stagione politica da sindaco, quale sarebbe? 

“Ho un’immagine in testa, ed è abbastanza sorprendente: l’immagine del gheppio che ha nidificato nella caldaia principale dell’inceneritore che abbiamo spento. Altamente simbolica, credo. Negli anni scorsi abbiamo detto che avremmo eliminato o ridotto le fonti di inquinamento. Lo abbiamo fatto. L’inceneritore è spento, la centrale Enel chiusa, dei fumi navali ho già detto. Ecco, quel gheppio per me è il simbolo di una città più pulita. E poi lasciatemi ricordare i 300 cantieri fatti in questi sette anni di mandato: in molti punti  Livorno è una città trasformata”.

Il gheppio nella caldaia dell’inceneritore spento a Livorno: per Salvetti un simbolo di rinascita “green”

Ecco 5 dati chiave sulla Darsena Europa:

  1. Localizzazione: espansione a mare del porto di Livorno, sul lato nord dello scalo commerciale.
  2. Obiettivo del progetto: aumentare la capacità del porto per accogliere navi container di ultima generazione e potenziare i traffici logistici nel Mediterraneo.
  3. Investimento stimato: la prima fase dell’opera vale circa 473 milioni di euro, con finanziamenti pubblici, regionali, europei e privati.
  4. Dimensioni principali: previsti circa 3 km di nuove banchine e un ampliamento complessivo di circa 800.000 m² di aree portuali.
  5. Interventi previsti: nuove dighe foranee, dragaggi fino a fondali profondi, terminal container, collegamenti ferroviari e infrastrutture per le “Autostrade del Mare”.
Autore:

Cristiano Meoni

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Territorio

19 maggio 2026

Elezioni a Viareggio, sfida a tre per il futuro di porto e industria nautica

Leggi tutto
Territorio

19 maggio 2026

Pannelli fotovoltaici su tetti e coperture, così l’Elba insegue l’autonomia energetica

Leggi tutto
Territorio

19 maggio 2026

Nuova curva e parcheggio per lo stadio di Siena, via alla progettazione

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci