Quasi 34mila infortuni in occasione di lavoro denunciati in Toscana nel 2025 – 33.901 in dodici mesi -, di cui 3.541 nel solo comparto delle costruzioni. Dieci morti nei cantieri edili toscani nell’arco dell’anno. Oltre 16mila denunce di malattie professionali a livello regionale. Quasi 900 istanze nella sola provincia di Firenze tra richieste di riconoscimento di malattie professionali e ricorsi. Sono alcuni dei numeri con cui la Toscana si presenta al 28 aprile, Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, e che fanno da sfondo al confronto fra sindacati, istituzioni e associazioni sulla necessità di politiche strutturali e non più emergenziali.
Secondo i dati diffusi da Inail nei mesi scorsi, sul fronte degli infortuni sul lavoro denunciati (escluso il dato relativo agli studenti), il 2025 in Toscana si è chiuso con 42.316 casi complessivi contro i 42.715 dell’anno precedente, pari a un calo di circa lo 0,9%. La riduzione è concentrata negli eventi in occasione di lavoro, che scendono da 34.701 a 33.901 casi, mentre gli infortuni ‘in itinere’ sono cresciuti da 8.014 a 8.415, segnalando una maggiore esposizione al rischio nei tragitti casa-lavoro.
Infortuni e malattie, è l’edilizia il settore più a rischio
“I cantieri edili si confermano tra gli ambienti di lavoro più a rischio anche per le malattie professionali”, dichiarano congiuntamente i segretari generali di Feneal-Uil Toscana Daniele Battistini, Filca-Cisl Toscana Simona Riccio e Fillea-Cgil Toscana Alessia Gambassi. I dati Inail collocano la Regione Toscana al quarto posto a livello nazionale per numero di denunce di infortuni e malattie professionali nel comparto edilizio: un primato negativo che i sindacati leggono come segnale di un problema strutturale, non congiunturale.
Le tre sigle chiedono misure precise: abrogare la norma sul “subappalto a cascata”, estendere la normativa degli appalti pubblici agli appalti privati e introdurre “una legge nazionale organica che affronti la necessità di tutelare e proteggere i lavoratori dagli effetti del mutamento climatico in atto”. Sul piano contrattuale, i sindacati sollecitano il contrasto al dumping nei cantieri mediante “la rigorosa applicazione dei Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.
Il 2025, nel settore, ha visto la firma di due accordi rilevanti. A inizio anno le parti sociali di categoria hanno sottoscritto con Inail e il sistema dei Cpt (Comitati paritetici territoriali) della Toscana “un protocollo che rappresenta uno strumento consolidato di collaborazione tra Inail, parti sociali e sistema bilaterale del settore edilizio”. A settembre è poi arrivato un secondo protocollo sulla qualità e sicurezza del lavoro negli appalti pubblici, firmato con la Regione Toscana e tutte le parti datoriali di settore, con l’obiettivo “di garantire il rispetto di tutte le norme e delle leggi esistenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di regolarità del lavoro stesso”. Nonostante questi passi avanti, i sindacati ritengono “non più rinviabile la costituzione di un tavolo permanente sulla sicurezza”.
“E’ un tema che non riguarda solo cantieri e fabbriche”
“Non siamo di fronte a un fenomeno episodico, ma a una vera e propria crisi strutturale del mondo del lavoro”, afferma Elisabetta Di Lorenzo, direttrice del Patronato Acli di Firenze, che allarga il perimetro del problema oltre i cantieri: “Il tema della sicurezza non riguarda soltanto cantieri e fabbriche, ma l’organizzazione complessiva del lavoro. Parliamo di ritmi, pressioni, carichi mentali e condizioni che incidono direttamente sulla salute delle persone. Le malattie professionali sono la parte meno visibile ma più profonda del rischio lavoro-correlato”.
Su questo fronte, come detto, la Toscana registra oltre 16mila denunce, un dato che Di Lorenzo legge come segnale di consapevolezza crescente: “Non significa necessariamente che le malattie siano più diffuse, ma che cresce la consapevolezza dei diritti e dei rischi”. E’ particolarmente significativo il dato fiorentino: “Solo nella provincia di Firenze, nel 2025, sono state presentate quasi 900 istanze tra richieste di riconoscimento di malattie professionali e ricorsi. Dietro questi numeri ci sono persone, storie di lavoro quotidiano segnate da stress, carichi e condizioni spesso non adeguatamente tutelate”.
La Regione ha controllato un luogo di lavoro su 12 nel 2025
Sul versante istituzionale, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute Monia Monni hanno presentato il bilancio dell’attività di vigilanza. Le indicazioni nazionali fissano una soglia minima del 5% dei luoghi di lavoro da controllare ogni anno: la Toscana nel 2025 ha raggiunto l’8,3%, pari a un luogo di lavoro su dodici. Più intensa ancora la vigilanza sui cantieri: il 15,3% di quelli aperti è stato ispezionato, quasi uno su sei. Nel dettaglio, l’anno scorso sono state 16.405 le unità locali ispezionate, 1.163 le aziende agricole e 5.423 i cantieri.
I piani mirati di prevenzione hanno riguardato, oltre all’edilizia, i comparti di trasporto e logistica e agricoltura, con attenzione specifica alla tutela dei rider, alla prevenzione delle malattie muscolo-scheletriche, all’esposizione a rischio cancerogeno e allo stress lavorativo. Sul territorio della Toscana Nord Ovest sono stati effettuati controlli specifici nelle cave del distretto apuo-versiliese e nel porto di Livorno; nella Asl Toscana Centro è stato attivato il Piano lavoro sicuro con un’attenzione particolare alle aziende a conduzione straniera. Giani e Monni hanno annunciato che un nuovo documento di strategia regionale per il periodo 2026-2031 sarà pronto entro l’estate.
Formazione a scuola e per gli autonomi: i progetti di Safe
Accanto alle istituzioni si muove anche il mondo associativo. In Consiglio regionale è stata presentata ieri l’associazione Safe – Sicurezza, apprendimento e formazione efficace, nata proprio il 28 aprile 2025, con due strumenti operativi già attivi: “Formula 2.0”, rivolto ai lavoratori autonomi, e “Sicuropoly for Education”, pensato per le scuole.
“La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un tema tecnico riservato agli addetti ai lavori, ma rappresenta una priorità civile che riguarda l’intera comunità”, ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, intervenuta alla presentazione. Saccardi ha sottolineato in particolare “il focus sui lavoratori autonomi, troppo spesso esclusi da percorsi strutturati di formazione e prevenzione, ma anche il lavoro nelle scuole, perché è lì che si costruisce una vera cultura della sicurezza. Parlare ai più giovani con strumenti innovativi significa investire nel futuro, rendendo questi temi parte integrante della crescita e della vita quotidiana”.
Leonardo Testai