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11 maggio 2026

“La Toscana ha le carte in regola per ripubblicizzare tutto il servizio idrico”

Parla Alessandro Mazzei, direttore generale dell’Autorità idrica: dopo Publiacqua “i tempi sono maturi” per Acque Spa.

Leonardo Testai
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Dopo Publiacqua – se l’Appello confermerà la vittoria in primo grado nel contenzioso con Acea – la frontiera della ripubblicizzazione del servizio idrico in Toscana si sposta nell’area pisana servita da Acque Spa. Ma potrebbe essere solo l’inizio. “Io credo che la Toscana abbia tutte le carte in regola per poter andare in questa direzione, il riappropriarsi di tutta la gestione da parte dei soggetti pubblici”, ha affermato Alessandro Mazzei, direttore dell’Autorità idrica toscana, intervenendo a un recente convegno promosso a Pisa dal Movimento 5 Stelle. Partito che esprime l’assessore regionale David Barontini, titolare della delega all’acqua e gran sostenitore del ritorno alla gestione in house. Un indirizzo chiave per il centrosinistra in versione “campo largo”.

“Tocca ai soci seguire o meno il percorso del referendum”

“Spetta ai soci pubblici decidere se compiere fino in fondo il percorso di ripubblicizzazione che è stato richiesto dai cittadini ormai 15 anni fa”, ha affermato Barontini al convegno, in riferimento al referendum del 2011“Guardando alla scadenza delle concessioni – ha aggiunto -, la gestione in house rappresenta di fatto, secondo me, l’unica strada per garantire un controllo pienamente pubblico”. A differenza di Publiacqua, la cui concessione è in prorogatio fino a dicembre 2026, quella di Acque Spa scade nel 2031. L’azienda, partecipata al 45% da Abab (che ha Acea come socio di riferimento), ha visto una divisione tra i soci pubblici: l’Empolese Valdelsa ha conferito le proprie quote in Plures (19,3%), mentre i soci dell’area pisana le hanno mantenute, dunque si profilerebbe la necessità di ricostruire i rapporti tra i soci per procedere in modo unitario.

La scelta dei Comuni pisani era votata alla completa gestione pubblica del servizio idrico – con tanto di proposta di riacquisto delle quote di Acea – in un momento in cui il progetto di Multiutility Toscana vedeva ancora come pilastro la quotazione in Borsa come strumento principale di raccolta delle risorse. “Credo che sia stato un bene aver definitivamente accantonato l’idea”, ha affermato al convegno l’assessora regionale Alessandra Nardini, che non ha deleghe specifiche sul servizio idrico, ma rappresenta in giunta il territorio pisano. “Il nostro territorio – ha detto – in Toscana è stato il primo a intraprendere una strada importante sul tema della ripubblicizzazione, andando in maniera coerente a tradurre in passi strategici anche dal punto di vista amministrativo una indicazione chiarissima dei cittadini con il referendum del 2011″.

Calano gli utili ma Acque Spa investe di più

Come sta Acque Spa? L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2025 con un valore della produzione che cresce di circa 7,1 milioni di euro (+3,4%), mentre l’utile netto scende invece a 14,1 milioni (-16,9%). Il patrimonio netto supera i 312 milioni di euro nel 2025 (+3,8%), rafforzando ulteriormente la struttura finanziaria. Gli investimenti raggiungono 116,9 milioni di euro nel 2025 (+8,6%), pari a 146,3 euro per abitante: un dato quasi doppio rispetto alla media nazionale italiana di circa 72 euro/abitante. Il rapporto Pfn/Ebitda si attesta a 1,9, tra i più bassi del settore idrico nazionale.

“I risultati del bilancio 2025 – dichiara il presidente (riconfermato) Simone Millozzi, sostenitore della ripubblicizzazione – confermano la solidità di Acque e la bontà di un modello di gestione che opera per la crescita del territorio. Gli investimenti nel servizio idrico producono infatti effetti economici positivi lungo tutta la filiera, sostenendo imprese locali, occupazione e sviluppo della comunità”. Anche per Acque Spa, secondo Mazzei, “i tempi sono maturi per non aver più bisogno del partner privato. Se poi addirittura grazie alle cause in corso si riesce a liquidare i soci privati anche con un esborso inferiore a quello che prevede il meccanismo regolatorio, credo che sia sotto gli occhi di tutti la necessità di approfittare di questa favorevole congiuntura”.

“Servizio idrico, in Toscana ormai le aziende sono autosufficienti”

A giudizio del direttore dell’Ait, ferma restando la scelta politica che spetta agli enti locali, in realtà i tempi sono maturi in tutto il territorio regionale. Nella relazione prodotta per la delibera con cui il 28 aprile scorso l’assemblea dell’Autorità idrica ha dato il via libera al ritorno alla gestione in house per l’Ato Toscana Centro – quello servito da Publiacqua – si dice “una cosa molto semplice”, ha osservato Mazzei, cioè che “dopo 25 anni circa di gestione del servizio idrico integrato” da parte di aziende a capitale misto, “il know-how, le competenze, le professionalità che sono presenti dentro queste aziende, fa sì che siano diventate autosufficienti. Non hanno bisogno di un soggetto privato per la gestione del servizio”. Non solo: secondo il direttore dell’Autorità “un ulteriore passaggio è quello di capire come si possa fare un ulteriore passo in avanti rispetto a una frammentazione di gestori”, perché comunque “avremmo sei gestioni in Toscana”: forse è giunto il momento anche di porsi il tema di come superare questa frammentazione e di come andare verso operatori di livello regionale.

Rimanendo con la divisione attuale, si parte dall’operazione Publiacqua/Plures e dopo la delibera dell’Ait “nei prossimi mesi ci aspetta un un periodo molto impegnativo – ha detto Mazzei -, perché inizia tutto un percorso che coinvolge i Comuni, le due società interessate, cioè Publiacqua stessa e Plures, perché bisognerà cambiare lo statuto di Publiacqua, introdurre tutti i meccanismi di controllo analogo, cambiare lo statuto di Plures, eliminare la quotazione in Borsa dallo statuto perché è incompatibile con l’affidamento diretto. Probabilmente sarà un processo lungo perché dovrà passare dai consigli comunali. Tutto questo si dovrebbe auspicabilmente concludere entro settembre 2026. Noi come Ait a quel punto, verificato che ci siano tutte le condizioni e tutti i requisiti di legge, potremmo fare l’affidamento diretto a Publiacqua, o a una newco se il socio privato non esce da Publiacqua“. Infine, ha concluso Mazzei, gestiamo tutti i tempi tecnici, in modo tale che dal 1 gennaio 2027 il nuovo gestore gestisca i servizi sul territorio”.

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Leonardo Testai

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