Il dialogo fra Eli Lilly e le istituzioni – compresa la Regione Toscana – per l’adozione di farmaci innovativi per il trattamento del diabete, prodotti nello stabilimento di Sesto Fiorentino, continua. “Siamo molto fieri di quello che abbiamo raggiunto fino a ora, abbiamo un dialogo molto aperto con le istituzioni, perché noi facciamo parte dell’ecosistema innovativo, e continuare questo dialogo per portare innovazione ai pazienti e ai medici fa parte della nostra mission”, spiega Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Italy Hub di Lilly, invitato all’evento di Firenze per i 150 anni del Corriere della Sera che si è svolto a Palazzo Vecchio.
Nei mesi scorsi il tema di una possibile ulteriore espansione dello stabilimento di Sesto è stato al centro dell’attenzione, sulla scia del boom del tirzepatide, il principio attivo di ultima generazione contro il diabete tipo 2 ma prescrivibile anche per i casi di obesità: per potenziare ancora l’insediamento, Lilly vorrebbe più attenzione (e adozione) da parte del sistema sanitario verso i farmaci più avanzati, sebbene più costosi. “Dobbiamo sempre guardare al futuro – ha osservato Khalil – perché senza guardare al futuro non possiamo andare avanti. Siamo molto convinti delle scelte che abbiamo fatto, e del nostro appello: continuiamo a dialogare e a lavorare insieme come alleati, come partner, insieme alle istituzioni”.
“Sesto Fiorentino sito chiave a livello mondiale”
In occasione dell’evento, l’ad italiano di Lilly ha ricordato che “noi abbiamo scelto la Toscana 67 anni fa e durante questi 67 anni abbiamo rinnovato questa scelta tante volte. L’ultima scelta che abbiamo fatto è stata investire 750 milioni tra il 2023 e il 2025 per ampliare la nostra capacità di produzione. Il nostro sito di Sesto Fiorentino è un sito chiave a livello mondiale per quello che riguarda la supply chain dei nostri farmaci. Siamo molto fieri dell’impatto che abbiamo avuto fino a ora: continuiamo a contribuire in maniera positiva all’economia del paese, alla realtà toscana, perché noi innanzitutto siamo un’azienda toscana”.
Dallo stabilimento di Sesto Fiorentino, ha aggiunto Khalil nel suo intervento dal palco, “esportiamo più del 98% di quello che produciamo e lo facciamo in più di 65 paesi“, e Lilly rimane a Sesto “perché abbiamo il capitale umano“, tanto che “ogni volta che noi lanciamo un nuovo prodotto per un nuovo paese mandiamo una foto alla squadra del paese con due bandiere, la bandiera italiana e la bandiera di quel paese, e tutte le scatole sono stampate made in Italy. Questo è il lavoro di 1.500 dipendenti che abbiamo qui a Sesto Fiorentino, loro rendono questa realtà una realtà che vale la pena di continuare a rinnovare, perché sono bravi”.
Leonardo Testai