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10 aprile 2026

Macrì sale alla presidenza di Leonardo ma non lascia (per ora) Estra

L’assemblea dei soci pubblici per il rinnovo del consiglio di amministrazione è convocata per il 27 aprile. Ma ci saranno sorprese.

Silvia Pieraccini
Francesco Macrì nella foto tratta dal suo profilo Linkedin

Francesco Macrì nella foto tratta dal suo profilo Linkedin

Si apre tra pochi giorni la partita delle nomine nella multiutility toscana Plures, che controlla anche la società di distribuzione e vendita di gas metano Estra (anch’essa con i vertici da rinnovare), e sul tavolo – già affollato di strategie e rivendicazioni politiche – irrompe una novità: la designazione di Francesco Macrì, 53 anni, laureato in giurisprudenza, manager aretino attuale presidente esecutivo di Estra, alla presidenza di una importante società partecipata dal Governo, la Leonardo leader mondiale nell’aerospazio, difesa e sicurezza (produce elicotteri, aerei militari, sistemi avionici, droni, satelliti, sistemi di difesa terrestre e di cybersicurezza).

L’assemblea dei soci di Estra è fissata il 27 aprile

Proprio Macrì, esponente di Fratelli d’Italia, è la figura che il sindaco di centrodestra di Arezzo, Alessandro Ghinelli (alla scadenza del mandato e non ricandidabile), vedrebbe ancora bene alla guida di Estra, società a capitale pubblico – è controllata da 140 Comuni toscani e marchigiani attraverso Plures col 39,5%, Coingas Arezzo col 25%, Intesa Siena col 25% e Viva Energia Ancona col 10% – che ha chiuso il 2025 con 1,2 miliardi di euro di ricavi, 155,2 milioni di ebitda e 37,9 milioni di utile netto. L’assemblea dei soci di Estra per il rinnovo del consiglio di amministrazione (oggi formato da quattro membri: oltre a Macrì, l’ad Nicola Ciolini, il vicepresidente Alessandro Fabbrini e la consigliera Maria Cristina Rossi) è fissata per il prossimo 27 aprile, ma difficilmente quel giorno saranno fatte le nuove nomine, anche per l’assenza di azionisti come il Comune di Prato (che è commissariato e solo a fine maggio eleggerà il nuovo sindaco).

La presidenza di Estra non è incompatibile con quella di Leonardo

In ogni caso Arezzo è pronto a rivendicare la guida della società del gas, che peraltro sarebbe prevista dal patto di sindacato Coingas-Alia (oggi Plures) firmato da Macrì nel 2023, con scadenza al 2028, che ha permesso a Plures di consolidare in bilancio la società del gas e di definirsi così multi-utility. E sul tavolo Arezzo dunque metterà ancora, con tutta probabilità, il nome di Macrì, visto che la presidenza di Estra non è incompatibile con la presidenza di Leonardo. Macrì, interpellato, si mantiene prudente: “Faremo le ulteriori valutazioni – si limita a dire – un conto è indicare i nomi, un altro è fare le nomine”. Una delle ipotesi potrebbe essere la conferma di Macrì in Estra, in attesa di capire meglio i suoi impegni da presidente di Leonardo o l’opportunità di cedere quella poltrona a un altro politico aretino. Meno scontata è invece la riconferma di Nicola Ciolini come amministratore delegato di Estra, visto che il Comune di Firenze potrebbe voler indicare un altro manager.

L’assemblea dei soci di Plures è fissata il 30 aprile

Pochi giorni dopo l’assemblea di Estra, il 30 aprile, è convocata l’assemblea della capogruppo Plures, in mano per il 36,8% al Comune di Firenze, per il 18,5% al Comune di Prato, per il 5,4% al Comune di Pistoia e poi, con quote di pocoi superiori al 3%, ai Comuni di Scandicci, Sesto Fiorentino e Empoli (e con quote minori ad altri 57 Comuni toscani). Ma anche in quella occasione il rinnovo del cda, formato in questo caso da 10 membri con Lorenzo Perra alla presidenza e Alberto Irace come amministratore delegato, non potrà andare in porto, per questioni di assenze e di inopportunità: Prato e Pistoia non hanno al momento il sindaco (sarà eletto a fine maggio), Sesto Fiorentino è a un passo dal rinnovo del primo cittadino.

Il valore delle nomine

La partita delle nomine in Estra e in Plures ha un valore strategico nella gestione dei servizi pubblici locali della Toscana, e nella velocità di avanzamento del progetto che punta a creare un grande gruppo multiutility a capitale pubblico, che sta incontrando più di una difficoltà sul fronte dell’acqua. Le spinte politiche e la forza “contrattuale” degli attuali amministratori diranno qual è la direzione da prendere.

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Silvia Pieraccini

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