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11 febbraio 2026

Moda, la crisi ha “bruciato” 300 milioni di valore aggiunto ma gli addetti (per adesso) reggono

Il Tavolo fiorentino sulla pelletteria mette in luce i danni alla filiera. le priorità di sistema e le urgenze.

Silvia Pieraccini
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La crisi della moda, che ha mostrato i primi sintomi in Toscana nella seconda parte del 2023 per poi aumentare d’intensità nel 2024 e nel 2025, ha prodotto effetti pesanti sulla manifattura regionale: il più preoccupante è la scomparsa di quasi 300 milioni di euro di valore aggiunto (a prezzi correnti), secondo quanto rileva una ricerca dell’Irpet (l’Istituto regionale per la programmazione economica) presentata oggi, 11 febbraio, al Tavolo sulla pelletteria promosso dalla Città Metropolitana di Firenze, l’area più colpita dalla crisi, dal direttore dell’istituto Nicola Sciclone e da Donatella Marinari. Al Tavolo hanno partecipato associazioni di categoria, sindacati, sindaci. Nella moda sono compresi concia, pelletteria, calzature, abbigliamento e maglieria, tessile.

Il valore aggiunto nella moda era 6,6 miliardi prima della crisi

La ricerca mette a confronto il valore aggiunto prodotto in Toscana dal settore moda nel 2022 (pari a 6,6 miliardi, il più alto di una regione italiana; al secondo posto c’è la Lombardia con 6,3 miliardi) e quello prodotto nel 2025 (293 milioni di euro in meno), guardando anche ai dipendenti: erano circa 107mila in Toscana prima della crisi, sono scesi di circa 2.300 unità adesso, secondo le stime Irpet. Solo a Firenze gli addetti nel settore moda (compreso gli accessori metallici), dipendenti e non, sono 42.380 – la metà di quelli che operano nella manifattura – di cui 21mila impiegati nel settore pelletteria.

Il lavoro è stato congelato grazie agli ammortizzatori sociali

“Il lavoro finora è stato sospeso, congelato, attraverso un ricorso sempre più forte agli ammortizzatori sociali: una strategia difensiva che racconta un sistema produttivo in attesa di una riorganizzazione e di una ripartenza che anche noi, attraverso questo tavolo, vogliamo contribuire a promuovere”, ha detto Claudia Sereni, sindaca di Scandicci, cuore della pelletteria di lusso, e consigliera della Città Metropolitana delegata al lavoro. “Dobbiamo intervenire rapidamente sulle vulnerabilità strutturali della filiera – ha aggiunto Azzurra Morelli, vicepresidente di Confindustria Toscana Centro e Costa – perché non basterà l’inversione della congiuntura a riportare la macchina ai pieni giri degli anni passati”. Tra le priorità di sistema, Morelli ha indicato il contrasto al lavoro irregolare e il supporto alle imprese per diversificare i mercati e trovare nuovi clienti: sono i temi su cui l’associazione degli industriali sta lavorando con un progetto di “re-ingegnerizzazione” della filiera. Tra le urgenze, la vicepresidente ha puntato il dito sulle nuove risorse per la cassa integrazione e sul monitoraggio sull’utilizzo dei bandi regionali da parte delle aziende, bandi che “devono adattarsi alle imprese, non il contrario”.

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Silvia Pieraccini

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