Va avanti l’iter per la nascita del consorzio di sviluppo industriale della piana fiorentina, prima sperimentazione della nuova legge regionale in materia, proprio mentre la situazione della ex Gkn di Campi Bisenzio precipita. La commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale della Toscana ha dato parere favorevole a maggioranza allo schema di statuto e al business plan 2025-27 del consorzio: favorevoli Pd e M5s, contrario il centrodestra.
Il nuovo passaggio dell’iter avviene mentre è trascorso senza un accordo il termine del 31 marzo, ultimo giorno di procedura di mobilità per i lavoratori della ex Gkn di Campi Bisenzio (ispiratori della legge regionale a cui si rifa il consorzio), e l’orizzonte sembra essere quello del licenziamento collettivo per i circa 120 dipendenti rimasti in carico a Qf Spa. “Scriveremo al Mimit e al ministero del Lavoro – afferma la Regione – per segnalare il mancato rispetto di una legge dello Stato, ovvero del cosiddetto decreto antidelocalizzazioni che in questo caso fu prescritto a Qf dal Tribunale del lavoro di Firenze, che prevede una precisa procedura per l’azienda”.
In questa prima fase di vita del consorzio, in cui la Regione ha preso l’iniziativa, la partecipazione al consorzio sarà limitata ai soggetti pubblici, alla Città metropolitana di Firenze, alla Camera di commercio di Firenze e al comune di Campi Bisenzio, col coinvolgimento degli altri comuni della Piana interessati. Il consorzio “non è un’impresa industriale ma è un soggetto che governa contesti produttivi”, ha osservato il presidente della commissione, Gianni Anselmi. “I costi di funzionamento, in prima battuta ricadono sui soci fondatori finché non ci sono soggetti ai quali si allocano i lotti e che dovranno versare al consorzio, come corrispettivo dell’assegnazione dei lotti, tariffe in base agli oneri di urbanizzazione sostenuti o dei servizi erogati”. (lt)