La Corte d’Appello di Firenze ha respinto il ricorso con cui Acque Blu Fiorentine, società controllata da Acea, chiedeva di sospendere l’efficacia della sentenza di primo grado che ha riconosciuto la proprietà in capo a Plures anche del 40% di Publiacqua detenuto da Abf, portando a oltre il 98% la quota complessiva detenuta dalla Multiutility toscana nella società. A marzo la Corte d’Appello aveva disposto la sospensione cautelare della sentenza di primo grado a favore di Plures, bloccandone l’efficacia esecutiva e fissando al 15 maggio l’udienza collegiale per l’esame nel merito del ricorso presentato da Acea.
In primo grado il Tribunale aveva stabilito il pagamento del prezzo di 122,3 milioni di euro per il pacchetto azionario, la restituzione degli 8 milioni di euro di dividendi e una penale di 10mila euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del trasferimento a partire dal trentesimo giorno successivo al 10 marzo. Tuttavia, sebbene la proprietà del 98% e il credito di 8 milioni rimangano fin qui validi nel merito, i giudici della Corte di secondo grado hanno stabilito che tali capi, in pendenza dell’appello – poiché dopo il ricorso cautelare di Acea rimane ancora da entrare nel merito -, non sono attualmente suscettibili di esecuzione forzata. L’analisi approfondita della sentenza da parte di Plures è in corso: fra le strade percorribili per accelerare i tempi c’è anche la richiesta di un’anticipazione dell’udienza di merito, prevista per ottobre, ma anche altre iniziative potrebbero essere valutate.
Nella nota in cui annuncia la decisione della Corte d’Appello, Plures ribadisce le proprie intenzioni. “Il percorso già avviato da Ait per il nuovo affidamento in house del servizio idrico integrato a Plures a decorrere dal 1 gennaio 2027 – si legge – prosegue secondo le tempistiche previste, nell’ambito del progetto di integrazione della gestione dell’acqua all’interno della multiutility toscana approvato dai sindaci dei territori interessati”.
Leonardo Testai