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21 maggio 2026

The Italian Sea Group, le forti perdite erodono il capitale sociale: serve reintegro. Si studia la vendita di immobili non strategici

Il cantiere nautico di Marina di Carrara presenta le linee guida del piano di risanamento. La due diligence avrà tempi più lunghi.

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E’ una spirale infinita quella che avvolge il cantiere nautico The italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara, produttore di maxi yacht con i marchi Admiral, Tecnomar e Perini Navi (500 addetti diretti e 1.500 nell’indotto), quotato in Borsa e investito da una crisi finanziaria dopo la scoperta – annunciata tre mesi fa dal patron Giovanni Costantino – di una gestione infedele da parte di alcuni manager di prima fascia. Quell’operato – informa adesso la società – ha portato forti perdite la cui entità è in corso di calcolo, ma che hanno ridotto il capitale sociale – che era di 26,5 milioni di euro – al di sotto del minimo stabilito per una spa, pari a 50mila euro. In pratica si è verificata la “situazione rilevante” prevista dall’articolo 2447 del codice civile. Per questo il consiglio di amministrazione ha deciso di convocare l’assemblea (che dovrà deliberare il reintegro del capitale o la trasformazione della società in un altro tipo) e di presentare la dichiarazione che esclude “la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale”.

Tra le linee guida del piano di risanamento c’è la vendita di immobili non strategici

Il cda ha esaminato anche le linee guida del piano di risanamento di Tisg, che sta tentando la composizione negoziata della crisi, piano diretto a mantenere la continuità aziendale, recuperare l’equilibrio patrimoniale entro l’anno e riequilibrare la situazione finanziaria. Tra le strategie da seguire – segnala una nota – ci sono la rinegoziazione con gli armatori per recuperare parte degli extra-costi registrati sulle diverse commesse; la rivalutazione del patrimonio immobiliare aziendale; e – novità – la “potenziale vendita di asset immobiliari non più strategici“. In ballo c’è anche un accordo con l’Agenzia delle entrate che potrebbe portare “effetti positivi”. Il piano di risanamento sarà portato all’esame del cda una volta completato, ma fin d’ora lo stesso organo ritiene che “siano sussistenti i presupposti per il mantenimento della continuità aziendale”.

La due diligence sarà più lunga del previsto

Infine, Tisg informa che la due diligence “forensic” (un’analisi investigativa diretta a scovare rischi nascosti, frodi, illeciti amministrativi o reputazionali) affidata nel febbraio scorso a Kpmg è stata rallentata dagli impegni per assicurare la continuità aziendale, per cui sarà completata a fine giugno-inizio luglio 2026.

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