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27 maggio 2026

Rinnovabili, dopo 14 progetti bocciati arriva un sì: ok della Regione all’agrivoltaico da 20 megawatt a Ribolla

Il via libera all’impianto in Maremma arriva dopo la riduzione della superficie rispetto alla proposta originaria. I Comuni erano contrari.

Un parco agrivoltaico

Un parco agrivoltaico

Dopo 14 progetti di impianti da fonti rinnovabili bocciati dalla Regione Toscana nell’ultimo anno e mezzo, arriva un via libera. La giunta regionale ha infatti espresso parere positivo di compatibilità ambientale per il progetto dell’impianto agrivoltaico “Ribolla”, promosso dalla Spv Energy 3, società con sede a Milano in piazza Cinque Giornate 10. L’Unione di Comuni montana “Colline metallifere” aveva espresso parere
negativo per gli impatti derivanti dalla realizzazione del progetto sul paesaggio.

Il progetto riguarda un impianto agrivoltaico “avanzato” da 19,955 megawatt previsto nel territorio comunale di Roccastrada, in provincia di Grosseto, nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale collegata all’autorizzazione unica energetica.

L’intervento comprende anche un cavidotto interrato in media tensione lungo circa 16 chilometri — di cui 5,7 nel comune di Roccastrada e 10,3 nel comune di Grosseto — destinato al collegamento tra la cabina di ricezione interna all’impianto e la cabina di consegna. Prevista inoltre una cabina di consegna e uno stallo in alta tensione all’interno della futura stazione elettrica collegata alla nuova infrastruttura Terna nell’area grossetana.

Il progetto modificato per ridurre l’impatto ambientale

Durante l’iter autorizzativo la società ha modificato il progetto riducendo l’impatto territoriale dell’impianto. Grazie all’utilizzo di pannelli fotovoltaici più efficienti, il numero dei moduli previsti è sceso da 36.828 a 34.562, con una riduzione di oltre 6.300 metri quadrati di superficie captante e il recupero di circa 1,1 ettari destinati a opere di mitigazione paesaggistica e ambientale. Una modifica apprezzata dalla Regione: “Il progetto attenua l’impatto paesaggistico con l’introduzione di specifiche misure di mitigazione – si legge nella delibera della giunta – quali l’incremento di 6.000 mq di aree destinate ad “oliveto”, di 5.000 mq di aree destinate a “lembi boscati” e di 14.000 mq di aree dedicate a “vegetazione del reticolo idrografico”. Secondo la Regione, il progetto è strutturato per consentire la coesistenza tra produzione energetica e attività agricola, elemento che ha contribuito alla valutazione positiva della Conferenza dei servizi.

Il provvedimento resta subordinato al rispetto delle prescrizioni ambientali fissate dagli enti competenti e avrà validità per cinque anni dal rilascio dell’autorizzazione unica energetica.

Per il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, l’agrivoltaico rappresenta “una delle sfide più importanti” per coniugare produzione di energia rinnovabile e tutela del territorio agricolo, all’interno di una transizione energetica capace di attrarre investimenti mantenendo attenzione agli equilibri ambientali e paesaggistici. (em)

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