Una società attiva a Sesto Fiorentino, che ha già rapporti col pubblico, potrebbe essere il soggetto che rileverà la gran parte dell’area ex Beko di Siena – ora in mano alla newco Sviluppo Industriale Siena che vede la partecipazione di Invitalia e Comune – e i 154 lavoratori ancora in forza all’azienda, attualmente in cassa integrazione. Lo ha rivelato Gabriele Corradi, membro del Cda di Sviluppo Industriale Siena nominato dal Comune, nel corso della sua audizione in commissione garanzia e controllo del Comune.
Al momento, ha precisato Corradi, non è possibile fare il nome dell’azienda con cui le interlocuzioni sono in corso, e anzi sono già a un punto piuttosto avanzato, citando la necessità di ulteriori verifiche da effettuare, e rinviando a dopo l’estate la presentazione del nome. Su cui per adesso si possono fare solo ipotesi: nell’ambito dell’industria meccanica, e dei settori contigui ad essa, a Sesto Fiorentino operano diramazioni di grandi multinazionali come Thales Italia e Hitachi (con Hitachi Rail Gts, la branca dedicata al segnalamento ferroviario), ma anche realtà – pur importanti – di dimensioni più contenute. Fra gli altri colossi attivi a Sesto, arduo ipotizzare un interessamento di Eli Lilly, alla luce della dialettica aperta con la Regione Toscana sui farmaci innovativi che già sta tenendo in standby potenziali nuovi investimenti proprio nel comune della Piana fiorentina.
Fin qui le manifestazioni di interesse per la ex Beko di Siena finora emerse riguardano porzioni limitate dell’area di viale Toselli: fra i soggetti citati figurano Galenica, Cis, Battistolli Sicurezza e Pianigiani Rottami. Chiunque subentrerà nell’immobile, dovrà anche accollarsi i costi di bonifica, su progetto tecnico fornito da Sviluppo Industriale Siena, con l’obbligo di bonifica del sottosuolo – di un sito produttivo attivo dagli anni ’60 – in capo a Beko. (lt)