Una stagione estiva 2025 con nuove rotte per cavalcare la domanda di trasporto aereo in crescita, l’ingresso dello scalo di Marina di Campo all’Isola d’Elba nel sistema aeroportuale della Toscana, il potenziamento degli aeroporti di Pisa (già in corso) e, finalmente, di Firenze con l’avvio dei lavori per la nuova pista atteso entro fine anno, salvo sorprese: così Toscana Aeroporti si avvicina alla stagione calda, con la convinzione che uno sviluppo del trasporto aeroportuale non giovi soltanto al turismo, ma all’intera economia regionale, e all’industria che ora trema per i dazi del 20% imposti dagli Usa.
“Facciamo volare le imprese alla scoperta di nuovi mercati”
“Siamo in tempi di novità dal punto di vista geopolitico globale, con i dazi – osserva Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti -, e avere una prospettiva globale come aeroporto di Firenze, che possa portare le nostre grandi aziende nella farmaceutica, nel lusso, nella pelletteria, nella meccanica, eccetera, che ci sono a Firenze in giro per il mondo a scovare anche nuovi mercati, è fondamentale per ovviare a problemi che ci potrebbero essere, e comunque per far crescere il territorio che sicuramente non può crescere solo e soltanto con il turismo, anzi, deve crescere sempre di più nella parte manifatturiera”.
I dazi non incidono sulle tariffe aeroportuali, quindi Toscana Aeroporti non avrà ripercussioni dirette dalla scelta di Donald Trump: e nemmeno per il traffico cargo fin qui emergono grandi timori. Anzi, osserva Carrai, “fino ad oggi c’è stata un’influenza positiva” della situazione Usa, “perché mai come negli ultimi tre mesi c’è stata un’esplosione del cargo e delle navi, c’erano i depositi anche a Livorno in attesa di mandare i container, per prevenire ed anticipare i dazi”. Peraltro, precisa il presidente di Toscana Aeroporti, “Pisa e Firenze non sono aeroporti particolarmente esposti al traffico cargo rispetto ad altri aeroporti italiani quali Milano e in parte anche Roma, quindi come Toscana Aeroporti non vediamo una particolare ripercussione”.
Il traffico aumenta in attesa dei cantieri
Carrai ha parlato delle prospettive del sistema aeroportuale toscano in occasione della presentazione della stagione estiva 2025 degli scali di Pisa e Firenze: Toscana Aeroporti metterà a disposizione oltre 8 milioni di posti, stimando un incremento del 9,6% rispetto alla stagione precedente: i programmi per la stagione, che vedrà la Toscana collegata per via aerea con 96 destinazioni (di cui 10 inedite), sono stati presentati oggi a Firenze, dopo che nei primi tre mesi dell’anno sono transitati 150.000 passeggeri in più (+10,3%, con un +8% per Firenze e un +12% per Pisa).
“Le nuove rotte che saranno implementate e sono già state implementate come inizio della stagione estiva lasciano prevedere un aumento del traffico”, e infatti “per quanto riguarda il 2025 le previsioni sono di un’ulteriore crescita”, ha affermato Roberto Naldi, amministratore delegato di Toscana Aeroporti, sottolineando che “a Firenze stiamo cercando naturalmente di non accelerare troppo perché poi l’infrastruttura ha bisogno di essere rimodernata, allargata, rifatta, perché altrimenti oltre una certa misura non si riesce proprio più fisicamente a crescere”. Già, il masterplan a che punto è? La procedura Via-Vas “potrebbe concludersi nell’arco di un mese, un mese e mezzo – sostiene Naldi -, dopodiché ci sono le altre procedure, come la conferenza dei servizi: la speranza è che al più tardi entro l’anno si aprano i cantieri”.
Più lineare la situazione a Pisa, dove il lavoro “va avanti – dice l’amministratore delegato di Toscana Aeroporti – e rispetta la sua cronologia, ci sono attività purtroppo che stanno ricadendo nella stagione estiva, per cui stiamo cercando con molta attenzione di organizzare i flussi in modo tale da non creare troppi elementi negativi per i passeggeri. C’è in corso la realizzazione di una fognatura, c’è stato qualche piccolo ritrovamento durante gli scavi, tutte cose normali. Io penso che entro l’inizio dell’autunno il primo edificio di Pisa sia completato, e poi si inizierà immediatamente la fase del riadattamento e ampliamento dell’edificio attuale”. Lo scalo pisano dunque “sta viaggiando – aggiunge Naldi -, anche con i militari i rapporti sono eccellenti, si sono completate delle analisi congiunte per poter avere a disposizione più spazi nel lato aereo per la crescita del numero di aerei che dobbiamo dislocare su Pisa”.
L’Isola d’Elba “può essere come le Baleari”
E poi c’è la novità del 2025: l’Isola d’Elba, con la società AlaToscana che è partecipata proprio da Toscana Aeroporti. “Saranno potenziate con un numero considerevole le rotte anche sull’aeroporto dell’Elba che noi riteniamo possa avere un valore strategico per Toscana Aeroporti”, ha affermato Carrai, che si spinge a immaginare scenari futuribili. “Immaginate cosa siano le Baleari in Spagna, e cosa potrebbe diventare l’aeroporto dell’Isola d’Elba per l’economia toscana”. Lo scalo isolano sarà collegato sei giorni su sette con gli scali di Pisa e Firenze e due volte alla settimana con Milano Linate. Inoltre, l’Elba è connesso anche all’Europa grazie al collegamento bisettimanale con Mannheim (Germania) e quelli con Friedrichshafen (Germania) e Alternhein (Svizzera).
“Dopo un periodo di vuoto si ricomincia a volare seriamente, non solo Pisa e Firenze in continuità territoriale, ma anche Milano e la Germania, con la Svizzera”, ha sottolineato Maurizio Serini, presidente di AlaToscana, spiegando che lo sviluppo del traffico sull’Elba “dipende dalla continuità territoriale: quando abbiamo cominciato questi servizi negli anni passati si partiva con circa 1.500 passeggeri in continuità territoriale, e al terzo anno erano più che triplicati. Il problema è che abbiamo sempre interrotto questo servizio, perciò abbiamo fatto perdere l’abitudine a volare sull’Elba. Se noi siamo bravi e riusciremo dare continuità a questo servizio, i numeri li vedremo fra qualche anno”.
Leonardo Testai