Mentre Banca Mps rimane in bilico fra l’Opas di Intesa Sanpaolo e le mire di Banco Bpm, il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità, con 37 voti favorevoli, una mozione su prospettive e salvaguardia del ruolo industriale, occupazionale e territoriale del Monte a Siena. L’atto presentato in Aula dal capogruppo Pd Simone Bezzini – senese -, chiede alla Giunta regionale di assumere un’iniziativa istituzionale, coordinata con i soggetti economici e sociali e gli enti territoriali interessati, finalizzata a definire una piattaforma condivisa da portare all’attenzione del Governo e degli attori coinvolti nell’operazione, fondata sulla tutela dell’interesse regionale, sulla salvaguardia della banca e sulla continuità del rapporto tra credito, famiglie, imprese e comunità locali.
La mozione chiede inoltre di attivarsi nei confronti del Governo affinché siano utilizzati tutti gli strumenti e le prerogative consentiti dall’ordinamento, anche per prevenire effetti negativi sulla stabilità economica e sociale della Toscana. Tra le richieste principali della mozione c’è quella di promuovere, attraverso l’Irpet, la predisposizione entro trenta giorni di uno studio volto ad analizzare il potenziale impatto economico, occupazionale, territoriale e sociale derivante dalle ipotesi di riassetto societario riguardanti Mps, con particolare riferimento agli effetti sulle funzioni direzionali presenti in Toscana, sull’occupazione diretta e indiretta, sull’indotto e sull’accesso al credito da parte del sistema produttivo regionale.
Per Bezzini il tema non è esprimere un giudizio sulle operazioni societarie in corso, ma aprire “uno spazio di interlocuzione che riguardi gli impatti economici e sociali e le funzioni che connotano un modello di sviluppo”, senza interferenze della politica ma nel rispetto del dovere delle istituzioni di rappresentare le istanze dei territori. Il voto è arrivato dopo un confronto che Bezzini ha definito produttivo con i colleghi di opposizione, con l’accoglimento di un emendamento presentato da Enrico Tucci, consigliere di Fratelli d’Italia. “Siamo di fronte a una questione non solo economica, ma anche identitaria e culturale, che deve essere affrontata con unità di intenti”, ha dichiarato quest’ultimo. (lt)