Per la reindustrializzazione dell’area ex Beko di Siena c’è un impegno di Leonardo: è quanto ha detto al tavolo di Roma, nella sede del ministero per le Imprese e il Made in Italy, lo stesso ministro Adolfo Urso. “Leonardo ha manifestato la propria disponibilità a contribuire alla reindustrializzazione del sito Beko di Siena, con un proprio presidio industriale che potrà assorbire una parte significativa degli occupati”, ha affermato. Il tavolo è andato avanti per tutta la mattinata, presieduto da Urso e dalla sottosegretaria Fausta Bergamotto, con la presenza dei vertici Beko, della Regione Toscana e del Comune di Siena.
Domani mattina, 9 ottobre, a Siena i sindacati incontreranno i lavoratori dello stabilimento ex Beko di viale Toselli per illustrare quanto accaduto al tavolo. “Non basta l’effetto annuncio“. affermano Fim, Fiom, Uilm, Uglm nazionali, anche di fronte alla carenza di risposte sulla situazione delle altre fabbriche di Beko, dove la multinazionale “sta venendo meno alla corretta realizzazione del piano industriale concordato con l’intesa del 2025, in particolare sul versante della carenza di adeguati investimenti di prodotto, di volumi produttivi insufficienti e quindi di pesante ricorso alla cassa integrazione“.
Dal ministro un annuncio a sorpresa
“Ho dato mandato agli uffici di coordinare il confronto tra Leonardo e Invitalia, che sta seguendo il processo di reindustrializzazione”, ha aggiunto il ministro. “L’eventuale insediamento di Leonardo, nell’ambito di un più ampio progetto di cluster industriale con altre imprese, rafforzerà il processo di reindustrializzazione, offrendo nuove prospettive al sito e ai lavoratori coinvolti”. Leonardo, secondo il segretario della Fim-Cisl Siena Giuseppe Cesarano “è l’azienda che può dare una svolta alla Siena manifatturiera“, dopo che “si è parlato anche di altri soggetti interessati, ma a questo punto credo che il nome giusto sia Leonardo”, tenendo presente che “l’accordo prevede 299 lavoratori” e dunque “Siena ha bisogno di un piano di sviluppo”.
L’annuncio di Urso, secondo fonti vicine al tavolo, ha colto di sorpresa sindacati e istituzioni locali. “Chiediamo di verificarne subito la portata effettiva e a questo scoop di convocare un confronto specifico, sarebbe imperdonabile alimentare illusioni“, rimarca la Uilm-Uil Toscana Sud-Est. “E’ stato chiarito che la procedura pubblica per la raccolta delle manifestazioni d’interesse non si è ancora conclusa e si prevede possa concludersi a fine ottobre. Intanto l’advisor Sernet e la società pubblica Sviluppo Industriale per Siena continuano a lavorare per individuare un soggetto industriale che abbia la potenzialità per sostenere il piano di reindustrializzazione per un lungo periodo”. Inoltre, osserva la Uilm, l’interessamento di Leonardo “non si è ancora tradotto in un atto formale” ed è preoccupante l’assenza al tavolo di Sviluppo Industriale per Siena.
La Fiom chiede produzioni civili, il Comune esulta
E’ la prima volta che si parla apertamente di un ruolo di Leonardo nella partita della ex Beko di viale Toselli: fin qui la presenza del colosso delle tecnologie per la difesa era stata evocata per la presenza di un’azienda dell’indotto, Tea Group, nella rosa dei possibili soggetti industriali interessati a insediarsi nell’area. “Urso ci ha comunicato che Leonardo ha assunto un impegno sul percorso di reindustrializzazione del sito senese”, ha dichiarato il segretario generale della Fiom-Cgil Toscana, Daniele Calosi, rivelando per primo in mattinata la svolta per Siena.
Per la Fiom, tuttavia, “la reindustrializzazione deve ricostituire il perimetro occupazionale esistente all’inizio della vertenza” e peraltro “non è sufficiente parlare genericamente di reindustrializzazione. Vogliamo verificare concretamente come verrà realizzata, quali saranno gli investimenti, i tempi e, soprattutto, quali produzioni verranno sviluppate a Siena. Su questo punto vogliamo essere molto chiari: per noi sarà fondamentale conoscere nel dettaglio quali prodotti verranno sviluppati e realizzati nel sito, e riteniamo strategico che una parte importante del nuovo progetto industriale sia legata alle produzioni civili“.
Il Comune ha accolto “con grande soddisfazione e fiducia” l’annuncio di Urso, consapevoli che “il percorso richiederà molte verifiche, diversi passaggi e necessari approfondimenti – ha sottolineato la sindaca Nicoletta Fabio – ma oggi possiamo guardare al futuro con rinnovata fiducia. Confidiamo che anche la Regione Toscana faccia la propria parte in merito alla formazione specifica delle maestranze rispetto al progetto industriale. Il nostro obiettivo resta quello di garantire una prospettiva ai lavoratori coinvolti e restituire a Siena non semplicemente uno stabilimento aperto, ma un polo produttivo capace di generare occupazione, innovazione e sviluppo“. (notizia in aggiornamento)
Leonardo Testai