Nell’area metropolitana di Firenze la quota di piccole imprese che utilizza strumenti di intelligenza artificiale è passata dal 7,2% al 38% in un anno e mezzo, e un altro 17,4% sta valutando di introdurli. I dati delle indagini dell’Area studi e ricerche di Cna sono stati presentati al Mugello Ai Forum 2026, organizzato oggi all’Autodromo internazionale del Mugello da Cna Firenze Metropolitana, con il contributo del Consiglio regionale della Toscana. Un incontro che ha messo a confronto imprese ed esperti sulle applicazioni dell’Ia nel lavoro di artigiani, professionisti e piccole aziende.
Meno tempo e meno errori, il vantaggio dell’Ia
Il beneficio principale dell’Ia indicato dalle imprese fiorentine è il risparmio di tempo, segnalato dall’83,1%. Seguono la riduzione degli errori, al 36%, e l’eliminazione delle attività ripetitive, al 35%, valori sostanzialmente in linea con quelli nazionali. A livello nazionale, il 23,7% associa invece l’Ia all’innovazione di prodotti o processi e il 26,1% a una maggiore competitività. Cresce anche la fiducia nell’intelligenza artificiale: il 59% degli imprenditori esprime un giudizio positivo, contro il 46% di 18 mesi fa, e tra gli under 30 la percentuale raggiunge il 70%.
Nell’indagine nazionale, il 70,5% delle piccole imprese parteciperebbe a iniziative di formazione sull’intelligenza artificiale. Un’altra rilevazione nazionale riguarda l’Ia fisica, che integra intelligenza artificiale e robotica: il 55% degli intervistati valuterebbe un investimento, purché utile e sostenibile. Tra i vantaggi attesi figurano la riduzione dei lavori usuranti, indicata dal 41,2%, il contenimento degli errori, dal 34,9%, e la possibilità di far fronte alla carenza di personale, dal 31,4%. In questo ambito il principale freno è il costo, segnalato dal 46,6% degli imprenditori.
Ancora ostacoli per individuare gli strumenti adatti
“Il nostro obiettivo è rendere l’innovazione accessibile anche alle imprese più piccole, attraverso formazione e occasioni concrete di confronto”, afferma Raffaele Cacciapuoti, presidente di Cna Mugello. Anche perché restano ostacoli nell’individuare gli strumenti più adatti: nell’indagine nazionale il 56,7% degli imprenditori dichiara difficoltà a capire quali applicazioni possano essere utili alla propria attività. La mancanza di competenze interne, indicata dal 40,3%, i costi, dal 18,2%, e le preoccupazioni per la sicurezza dei dati, dal 17,5%, presentano valori sostanzialmente analoghi tra il territorio fiorentino e la media nazionale.
“Il problema non è convincere le imprese che l’intelligenza artificiale sia importante, è metterle nelle condizioni di capire dove e come utilizzarla”, sottolinea Francesco Amerighi, presidente di Cna Firenze Metropolitana. “Una piccola impresa – sostiene – non può permettersi investimenti sbagliati, né dispone sempre delle competenze necessarie per valutare strumenti che cambiano continuamente. Per questo servono formazione, ma anche consulenza personalizzata e un accompagnamento che parta dall’analisi dei processi aziendali”.
Leonardo Testai