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30 giugno 2026

Liberty Magona, Trasteel ha firmato il contratto d’affitto per lo stabilimento di Piombino

Nella seconda metà di settembre riprenderanno le attività produttive: un mese per il passaggio dei lavoratori.

Leonardo Testai
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La firma è arrivata: Trasteel ha sottoscritto il contratto di affitto del 100% del ramo d’azienda di Liberty Magona, operazione propedeutica alla successiva acquisizione della proprietà dello stabilimento siderurgico di Piombino. Con l’ok sia da parte della procedura fallimentare che riguarda la banca Greensill, sia da parte del Tribunale di Firenze che dell’esperto della composizione negoziata della crisi, l’incontro di oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy ha sancito dunque il via libera al piano di risanamento economico-finanziario di Liberty Magona, che occupa oltre 500 tra lavoratrici e lavoratori: l’operazione, dichiara il Ministero, “garantirà la continuità industriale del sito”.

La società ha già avviato le attività tecniche e commerciali necessarie al riavvio dello stabilimento, con l’obiettivo di raggiungere progressivamente il pieno utilizzo degli impianti e dell’organico. E’ già stata costituita la nuova società, Trasteel Magona per l’acquisizione del sito e per il riassorbimento dei circa 500 lavoratori piombinesi. Nei prossimi giorni, spiega il Mimit, si aprirà il confronto con le organizzazioni sindacali per disciplinare il passaggio di tutti i lavoratori, salvaguardandone le condizioni economiche e normative. Il cronoprogramma prevede l’avvio della graduale ripresa delle attività produttive tra metà e fine settembre.

Istituzioni e sindacati esultano per la svolta

E’ una svolta positiva per Liberty Magona, per il polo siderurgico di Piombino e, più in generale, per la siderurgia italiana”, ha dichiarato il ministro Adolfo Urso, spiegando che “accompagneremo con attenzione questo percorso industriale, in raccordo con organizzazioni sindacali ed enti locali, per consolidare il rilancio dello stabilimento e salvaguardare occupazione e produzione“. A sua volta Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali del governatore toscano Eugenio Giani, parla di “un risultato importante che in parte era sperato: adesso si procede con gli adempimenti dovuti. Ho invitato l’azienda subentrante a un incontro con la Regione per esplorare strumenti pubblici a sostegno del piano industriale“.

I sindacati tirano un sospiro di sollievo. “Esprimiamo soddisfazione per il risultato raggiunto – afferma la Fiom-Cgil – dopo una lunga e complessa vertenza, resa possibile anche dall’impegno delle istituzioni e delle parti coinvolte. Adesso sarà fondamentale dare rapida attuazione agli impegni assunti, aprendo il confronto sul piano industriale, sugli investimenti e sul graduale riassorbimento dell’intero organico, affinché le prospettive illustrate si traducano rapidamente in risultati concreti per i lavoratori e per il rilancio della Magona”. Inoltre, rispetto al riavvio della produzione, “speriamo che quanto prima si possa rivedere il ritorno al lavoro in pieno regime anche per l’indotto”, dichiarano Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, e Lorenzo Fusco, Segretario Uilm Toscana sud est.

Per il segretario nazionale della Fim-Cisl Valerio D’Alò “c’è stato un impegno importante – aggiunge in una nota – e siamo fiduciosi che i passaggi relativi ad Antitrust e Golden Power non rappresenteranno un ostacolo per il buon esito dell’operazione”. D’Alò ha sottolineato che “l’avvio della ‘Fase 2’ prevede tempi stretti: l’obiettivo è il passaggio dei lavoratori nella nuova società entro il prossimo 31 luglio. Chiediamo quindi un cronoprogramma dettagliato sull’avvio ufficiale della procedura per poter gestire al meglio il percorso. Sul fronte della continuità, accogliamo con favore la notizia che è già stata avanzata la richiesta dei materiali necessari per far ripartire la produzione“.

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Leonardo Testai

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