Adesione elevata, secondo il sindacato, allo sciopero indetto dopo la decisione della multinazionale farmaceutica Takeda di interrompere i contratti di somministrazione di 67 lavoratori del sito produttivo di Pisa: la Filctem-Cgil ha promosso un presidio davanti ai cancelli dell’azienda, denunciando il trasferimento di parte della produzione all’estero. Sono state avviate le iniziative sindacali e istituzionali per chiedere un nuovo confronto con l’azienda, dopo che il primo round non ha dato esito positivo.
“Nonostante i colloqui intercorsi e la nostra richiesta di revocare le cessazioni dei contratti di somministrazione, Takeda ha confermato la volontà di procedere con la loro cessazione”, afferma la Cgil di Pisa. “Con rammarico prendiamo atto che l’azienda non ha voluto cogliere l’opportunità che avevamo offerto di aprire un vero confronto con le organizzazioni sindacali, sgombrando il tavolo dall’arma del ricatto di decisioni irrevocabili. L’unica certezza, ad oggi, rimane la volontà di scaricare sui lavoratori somministrati scelte calate dall’alto di una dirigenza, di una multinazionale, senza la volontà di ricercare nessun confronto preventivo”.
“Abbiamo presentato una mozione unitaria in Consiglio comunale, e ne abbiamo presentata una in Consiglio regionale“, ha spiegato Matteo Trapani, consigliere regionale Pd. “Qualche giorno fa – ha aggiunto – ho sentito il consigliere Valerio Fabiani per chiedergli di accelerare il tavolo insieme ai sindacati. Io penso che quello che sta succedendo sia assurdo, soprattutto per le modalità: grazie a questi lavoratori l’azienda riesce a fare del fatturato, e non un fatturato piccolo, quindi credo che queste scelte siano non solo sbagliate ma violente verso tutta Pisa, verso la nostra comunità”. (lt)