Lavoro, attrattività per le imprese internazionali, collegamenti per la ricerca e turismo congressuale: le categorie economiche fiorentine, affiancate da Firenze Fiera e Pitti Immagine, ribadiscono il sì al potenziamento dell’aeroporto di Firenze dalla sala giunta della Camera di commercio, che ha ospitato un incontro con il presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai. Che ha citato il Jovanotti di ‘Fango’ per ringraziare le associazioni che hanno presentato interventi ad opponendum contro i ricorsi al Tar: “Io lo so che non sono solo anche quando sono solo”, ha affermato sorridendo, mostrando fiducia in vista dell’udienza del 22 ottobre al Tar Toscana, autentico spartiacque nell’iter di un Masterplan che, a forza di prescrizioni ambientali e rincari dei materiali, è diventato un progetto da 600 milioni di euro.
Obiettivo: concludere l’iter nella primavera 2027
Sul calendario, Carrai lega i prossimi passaggi all’esito dei ricorsi: se il Tar si esprimerà favorevolmente, proseguirà l’iter che “prevede, ed è già avviato, il percorso della comunicazione a Bruxelles presso l’Unione Europea per la strategicità dell’aeroporto, e successivamente la conferenza dei servizi, che tendenzialmente porterà a concludere tutto questo ciclo nella prossima primavera”. Dopodiché, spiega, “se tutto naturalmente andrà bene, potremo iniziare i lavori“. In caso di esito negativo, “valuteremo nel merito i punti che il Tar solleverà e poi prenderemo le dovute decisioni”.
Rispetto al precedente progetto respinto dal Tar, Carrai sostiene che l’attuale percorso abbia affrontato le questioni emerse allora. “All’epoca la pista fu bocciata in quanto, di fatto, c’era un vizio legislativo”, afferma, ricordando che “subito dopo è intervenuto il legislatore andando a modificare la legislazione ambientale riguardante i masterplan aeroportuali, accorpando la Via e la Vas. In questo caso noi abbiamo fatto sia il percorso di Via sia il percorso di Vas, e quindi pensiamo di aver coperto tutte quelle che erano le mancanze nel precedente sviluppo aeroportuale”.
“Il non fare è costato 3 miliardi al territorio”
A giudizio di Massimo Manetti, presidente della Camera di commercio, la presenza delle categorie e degli enti è il segnale del peso attribuito al progetto dal sistema economico locale. “La dimostrazione che tutte le categorie e gli enti siano qui riuniti è fondamentale per esprimere quanto un’infrastruttura come questa sia importante per lo sviluppo del territorio. Tutte le infrastrutture sono importanti, ma questa è fondamentale”. Non è solo questione di turismo, sostiene: il punto è anche la capacità di attrarre e mantenere attività economiche e funzioni direzionali.
“Pochi giorni fa – ha ricordato Manetti – abbiamo realizzato, insieme a Uniontrasporti e a Unioncamere, uno studio nel quale è emerso il costo del non fare: in 25 anni il non fare è costato 3 miliardi di euro“. Al contrario, afferma, “i lavori per la pista impiegherebbero 350 posti di lavoro sul cantiere. Soprattutto, avremo 2.200 posti di lavoro diretti in più ad aeroporto ultimato e, nell’indotto, posti di lavoro per circa 8.000-8.400 persone“. E sui ricorsi delle amministrazioni della Piana e dei comitati ambientalisti, la posizione è netta: “Ognuno ha la sua visione – dice il presidente dell’ente camerale -, siamo in democrazia: noi esprimiamo il pensiero delle categorie, delle imprese, e andiamo avanti su questa strada. Se c’è qualcuno che non vuole uno sviluppo del territorio, si prenderà le sue responsabilità per il futuro”.
Leonardo Testai